di Mario Mariano
Tanto rumore per nulla. Proclami, telecamere puntate su Nesta l’americano’, perfino tre giorni di ritiro per entrare meglio nel clima dei playoff. Il risultato è stato analogo a quello delle precedenti puntate; anzi, decisamente peggiore. Il Perugia esce di scena senza gloria e con tanta infamia; perché la squadra si è arresa troppo presto davanti ad una neopromossa che aveva sì il vantaggio dei due risultati su tre a disposizione, ma senza prime donne o top player. Di qua c’erano, perché tali vanno considerati i tre attaccanti, ma l’epilogo è stato un’autentica delusione.
Di Carmine, 22 gol in stagione, è stato il peggiore in campo; nessuna conclusione verso la porta avversaria, si è salvato a malapena Diamanti, Cerri più ispirato ma solo per un tempo. Di fatto la partita è durata 30 minuti, perché dopo il gol di Stulac è calato il sipario con una squadra che non c’ha più creduto e con Nesta che ha preso ad agitarsi più del solito sfornando cambi senza una ragione tattica se non quella di sperare. Colombatto non era stato tra i peggiori, ma il Gustafson visto al suo posto poteva restare tranquillamente in panchina. Errori a ripetizione nei passaggi e nella lettura della partita, sempre in affanno la difesa, con Leali che non può certo chiamarsi fuori dalle responsabilità sul gol dello sloveno: il portiere che ha mandato anzitempo in castigo Rosati, non ha tentato neppure l’intervento, come è solito fare quando non riesce ad intuire in tempo la traiettoria.
E’ perfino facile aggiungere che la squadra è affondata in Laguna, nel peggiore dei modi, senza un salvagente, cioè senza alibi se non quello che non era questione di preparazione fisica o di atteggiamento prudente di Breda: sono apparsi evidenti nella serata clou i limiti di tanti, troppi, senza dimenticare che la famosa ‘compattezza di squadra’ tanto sbandierata alla vigilia è rimasta sui campetti dell’antistadio. Il pensiero non può che andare, dopo una Caporetto del genere, a Roberto Breda, cacciato sbrigativamente, perché non ritenuto avesse più energie da trasmettere alla squadra. Sicuramente Nesta sulla carta magari ne aveva di più, ma sono rimaste soltanto sulla carta.
