Alessandro Nesta, allenatore del Perugia

di Mario Mariano

Tanto rumore per nulla. Proclami, telecamere puntate su Nesta l’americano’, perfino tre giorni di ritiro per entrare meglio nel clima dei playoff. Il risultato è stato analogo a quello delle precedenti puntate; anzi, decisamente peggiore. Il Perugia esce di scena senza gloria e con tanta infamia; perché la squadra si è arresa troppo presto davanti ad una neopromossa che aveva sì il vantaggio dei due risultati su tre a disposizione, ma senza prime donne o top player. Di qua c’erano, perché tali vanno considerati i tre attaccanti, ma l’epilogo è stato un’autentica delusione.

LA CRONACA

Di Carmine, 22 gol in stagione, è stato il peggiore in campo; nessuna conclusione verso la porta avversaria, si è salvato a malapena Diamanti, Cerri più ispirato ma solo per un tempo. Di fatto la partita è durata 30 minuti, perché dopo il gol di Stulac è calato il sipario con una squadra che non c’ha più creduto e con Nesta che ha preso ad agitarsi più del solito sfornando cambi senza una ragione tattica se non quella di sperare. Colombatto non era stato tra i peggiori, ma il Gustafson visto al suo posto poteva restare tranquillamente in panchina. Errori a ripetizione nei passaggi e nella lettura della partita, sempre in affanno la difesa, con Leali che non può certo chiamarsi fuori dalle responsabilità sul gol dello sloveno: il portiere che ha mandato anzitempo in castigo Rosati, non ha tentato neppure l’intervento, come è solito fare quando non riesce ad intuire in tempo la traiettoria.

VIDEO COMMENTO

E’ perfino facile aggiungere che la squadra è affondata in Laguna, nel peggiore dei modi, senza un salvagente, cioè senza alibi se non quello che non era questione di preparazione fisica o di atteggiamento prudente di Breda: sono apparsi evidenti nella serata clou i limiti di tanti, troppi, senza dimenticare che la famosa ‘compattezza di squadra’ tanto sbandierata alla vigilia è rimasta sui campetti dell’antistadio. Il pensiero non può che andare, dopo una Caporetto del genere, a Roberto Breda, cacciato sbrigativamente, perché non ritenuto avesse più energie da trasmettere alla squadra. Sicuramente Nesta sulla carta magari ne aveva di più, ma sono rimaste soltanto sulla carta.

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