L’AQUILA  0
PERUGIA  0

L’AQUILA (4-3-3): Testa; Pedrelli, Zaffagnini, Ingrosso, Dallamano; Corapi (17’st Gallozzi), Maltese, Del Pinto; Frediani (38’st Angelilli), Pià, De Sousa (1’st Ciciretti). A disp.: Addario, Scrugli, Agnello, Libertazzi. All.: Pagliari.
PERUGIA (4-3-3): Koprivec; Comotto, Massoni, Scongamiglio, Sini (27’st Stillo); Sanseverino, Filipe, Nicco; Sprocati (19’st Mazzeo), Eusepi, Fabinho (34’st Moscati). A disp.: Conti, Vitofrancesco, Carcione, Henty. All.: Camplone.
RETI: nessuna.
ARBITRO: Baroni di Firenze.
NOTE: spettatori 3000 circa, di cui 650 provenienti da Perugia. Battuto quindi il record stagionale di presenze per singola partita, al Fattori, a suo tempo segnato contro il Lecce (2768 unità). Ammoniti: Massoni, Sini, Pedrelli, Scognamiglio. Espulsi: Goretti (5’st) dalla panchina; Koprivec (26’st) per intervento da ultimo uomo. Angoli: 1-4. Recuperi: pt 1’, st 4’.

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Primo tempo

10′ Squadre tattiche e «bloccate» nelle battute iniziali del match. I locali si giocano tanto: la possibilità di blindare i playoff. Gli ospiti tantissimo: tre punti d’oro in chiave promozione. Il pallino, comunque, ce l’hanno in mano i biancorossi. I rossoblù si affidano invece al pressing alto (e ragionato, ma dispendioso) di attaccanti e centrocampisti.
20′ Frediani, autore già del gol-partita con la Paganese, al 14′ scarica il mancino e accarezza la traversa. Ora sono gli abruzzesi a manovrare, o per lo meno, ed è questo quel che conta, a costruire le occasioni migliori. Break di Corapi a centrocampo e lancio lungo all’indirizzo di Pià: Koprivec (18′) sbroglia in uscita e nega l’occasione.
30′ Il primo brivido per Testa arriva al 22′: Nicco accentra per Eusepi che lavora bene la sfera e lascia a Fabinho, il rigore in movimento del brasiliano, però, nell’incredulità di compagni e avversari, finisce sopra la traversa. Tre minuti più tardi, la risposta aquilana: quattro passaggi tutti di prima a centrocampo e occasionissima per Frediani, ancora una volta anticipato da Koprivec. Un destro di Eusepi sui cartelloni pubblicitari e un’azione in velocità di De Sousa (a sverniciare Comotto) chiudono la prima mezz’ora di gioco.
45’+1′ Altra emozione per i padroni di casa, altro sospiro di sollievo del Perugia. Dallamano sventaglia per De Sousa. Che però, a due passi da Koprivec, libero dalla marcatura di Scognamiglio, di testa deposita (debolmente) tra i guantoni dell’estremo difensore. Anche il Grifo ha le sue chance, sì. Ma la manovra è macchinosa, decisamente più ingarbugliata di quella avversaria. Il pallone ci mette secoli a viaggiare, e a farne le spese sono soprattutto gli attaccanti. A Sprocati non arriva un pallone giocabile nei primi 45′ di gioco. E a Eusepi va poco meglio. Fabinho, miracolato in questo senso, sfrutta quel poco che può sfruttare e si dimostra, almeno fin qui, più vispo e lucido delle ultime uscite.

Secondo tempo

10′ L’Aquilia rientra sul rettangolo di gioco senza De Sousa (vai a capire perché), con Ciciretti al suo posto. Il nuovo entrato si sistema all’estrema sinistra del tridente d’attacco. Pià resta al centro. Frediani (il più dinamico dei tre) si sposta a destra. Anche il Perugia cambia qualcosa: Sprocati va a sinistra, Fabinho a destra. All’8′, Nicco finisce contro un difensore abruzzese e perde l’ennesimo pallone in percussione offensiva. Ma arriva Sprocati, che recupera e rimette per Eusepi: il gioco si allarga su Sanseverino, ma sul fendente a fil di palo della mezzala si avventa Testa. Peccato, l’occasione meritava forse maggior fortuna.
20′ Ammonito Simone Sini: il terzino era in diffida, salterà quindi la prossima gara di campionato. Dicevamo dei palloni persi da Nicco:  il ragazzo al 15′ si supera, addirittura se lo lascia scippare a bordo area, quella propria, e a momenti Frediani e L’Aquila non ne approfittano. Altro cambio in casa rossoblù, altra scelta da decifrare per Pagliari: fuori Corapi, autore di un’ottima partita, dentro Gallozzi. Entra Mazzo dall’altra parte, fuori Sprocati.
30′ RIGORE L’AQUILA, Stillo para Continua intanto l’onesta gara di Giulio Sanseverino. È da un suo lancio a liberare l’area che nasce la chance di Fabinho (bordata al 22′) che costringe Testa all’intervento salvatutto. Poi… il  quasi patatrac. Koprivec esce su Pià, lanciato a rete da Ciciretti, e l’attaccante va giuù. Espulsione (il portiere è recidivo in questo senso) e rigore. In porta va Stillo, che proprio sabato ha festeggiato il compleanno. Pià angola, il portierino intuisce e nega la rete.
45’+4′ Anche «Scogna» viene ammonito, e anche lui figurava nella lista dei cattivi: non ci sarà contro la Paganese. Fuori Fabinho dentro Moscati, intanto. Il Perugia ora difende con tre uomini. La verve e la rabbia dei biancorossi – che in verità hanno protestato in occasione dell’espulsione di Koprivec, ma il fallo c’era – producono attacchi disordinati ma prepotenti, fuoriosi, quasi efficaci. Filipe spara in porta e Testa, per poco, non rischia la figuraccia. Mazzeo (44′) calcia una punizione invitante a fondo campo. Stillo blocca a terra una conclusione di Ciciretti. Dall’altra parte Moscati, egoista, non serve Mazzeo e preferisce la finalizzazione personale, sciupando sul fondo. Finisce qui. Mentre il Frosinone, dall’altra parte del mondo, vince e si porta quindi a più cinque.

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