di Giovanni Baricca

Il Perugia ha iniziato presto a malmenare il Catanzaro, al pronti via, appena dopo. E ha finito solo alla fine, al triplice fischio. Il Catanzaro è stato Catanzaretto, due tiri in porta e poco più, giusto per fare, e due gol che a conti fatti non meritava neppure. Finisce 2-4 al Ceravolo. Grifoni sempre davanti, in dieci per tutto un tempo (parità ristabilita soltanto allo scadere), e adesso finalmente secondi: il Latina pareggia sul campaccio di Prato, l’Avellino capolista e la Nocerina di rincorsa se la vedranno lunedì, alle 20.45, in Irpinia.

I GRIFONI DANNO GAS SUBITO Esterni, mezzali e terzini spingono al massimo. E le “catene”, i dai e vai tanto cari a Camplone ingranano a meraviglia. Crossa Cangi, non ci arriva Daniel Ciofani. Tira Liviero, pallone in curva. Spara Fabinho, un difensore la spizza e spedisce in calcio d’angolo. Il Catanzaro? Dall’altra parte, rintanato e timoroso nella propria metà campo, semplicemente non esiste. E il Grifo passa. Meglio, e il Catanzaro fa autogol: traversone mancino, Pisseri allontana, Moscati rimette e Sirignano, colpevolmente, inciampa in rete.

L’1-0LEGITTIMA UN PREDOMINIO EVIDENTE E TOTALE Come interromperlo? Con l’espulsione che non ti aspetti, penseresti. Con la cacciata di Cangi, le relative proteste, il Grifo in dieci e il Catanzaro… che sbuffa e che graffia, diresti a questo punto. Invece no. La logica non serve a raccontare ciò che dopo succede: la chance del raddoppio, il gol di destro – sì, proprio di destro! – in pallonetto, del brasiliano Fabinho. Che chiude i giochi. A lucchettarli, con buona pace dei duemila, attoniti, increduli tifosi giallorossi, le palle-gol divorate nel finale da Fioretti (di testa e di piede, sempre sul fondo).

RIPRESA TUTTA IN DIECI PER I GRIFONI e ripresa, penseresti ancora, sbagliando di nuovo, con dieci uomini dietro al pallone. Altra sorpresa: il Perugia è vispo e sfacciato, lucido e concreto, anche stavolta: si porta in avanti con Fabinho (discesa mancina e piattone rasoterra all’angolino) e scorribanda con Nicco (destro improvviso, dal limite, a girare e ad aggirare Pisseri). Quattro a zero. Quattro-a-zero. In inferiorità numerica e senza fiato, di rabbia e cattiveria.

LA PARITE FINIREBBE E DI FATTO FINISCE esattamente a questo punto. A ravvivarla, a dare un senso alla domenica dei tanti giunti a Catanzaro per l’occasione, la parità ristabilita dall’espulsione di Ronaldo, il gol inutile di Carboni (23′) e quello, ancor più ingannevole, a firma Masini (34′). Finirà cosi, 2-4, proprio come all’andata ma a parti invertite. Ceravolo amico, turno favorevole… in attesa di quell’Avellino-Nocerina che, non è mistero, aprirebbe scenari importanti a questo Perugia.

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