di Mario Mariano
Perugia e Torres restano imbattute. Furlan ha salvato i Grifoni su Masala, perchè i compagni non erano rientrati nelle poche postazioni, dopo il lungo assedio, nella ripresa. Preggio strameritato con Seghetti al suo primo gol da professionista.
Di spunti positivi se ne trovano tanti nella prestazione di un Perugia dai due volti: timoroso e in affanno, difronte ad una capolista, che gioca ad occhi chiusi tanto è l’affiatamento dei sardi per tutto il primo tempo.
Panchinari decisamente migliori di chi era entrato in campo dall’inizio con Seghetti carico e pieno di tecnica. Il ragazzo di Tolentino, da cinque anni nella Primavera allenata da Formisano, ha realizzato il gol del pareggio, con la tenacia che lo contraddistingue: una prima scivolata non gli ha impedito di recuperare il pallone che stava allontanandosi dal suo controllo. E poi una successiva caduta con perdita di equilibrio, mentre caricava il destro, con pallone infilato alla destra di Zaccagno. Lo avesse segnalato Baggio staremmo qui ad osannarlo, ma in certi movimenti, il marchigiano sembra un parente del Divin Codino.
Bravo chi lo ha allenato in Primavera ma bravo anche Baldini e Giugliarelli a portarlo in prima squadra. La Torres è sembrata troppo sicura di sé, accettando di subire il gioco dei grifoni, convinta che la sola difesa avrebbe retto all’urto. In gli caso anche in questa occasione hanno trovato conferme alcune solari perplessità: difesa non registrata (eufemismo) e attacco che si concretizza come tale con un giovanottello che, fino a poche settimane fa, giocava dietro la curva Nord, al centro Paolo Rossi. A proposito di curva Nord: con coerenza i tifosi sono rimasti sul un greppo e, da lì, hanno fatto la loro parte. La squadra anche senza una vicinanza più stretta non li ha delusi sul piano dell’impegno. Ma oggi come oggi, Torres vuol dire qualità. E, averla fermata, va a merito del Perugia.
