di Daniele Bovi
«Serviva l’impresa e un’impresa abbiamo fatto». Battistini dopo aver violato la tana dell’Aquila, cosa ancora non riuscita a nessuno in questo campionato, è raggiante. L’unico rammarico è la sofferenza finale derivata da un Perugia sprecone e un po’ sfortunato (vedi la traversa di Clemente): «Ai miei – dice il tecnico – posso solo rimproverare di non aver chiuso prima i conti. Per il resto noi nel primo tempo abbiamo lavorato male in fase di contenimento di fronte ad un avversario aggressivo, poi passando al rombo siamo stati più pericolosi».
Clemente e l’aria diversa Fondamentale, per quanto si è visto in campo, è stata la preparazione della partita specialmente dal punto di vista mentale. Sabato Battistini ha sottolineato come, dal suo arrivo a Perugia, «questa è stata la settimana di lavoro migliore». Concetto espresso nel dopopartita anche dal capitano biancorosso Clemente: «E’ vero – dice – in allenamento si respirava un’aria diversa: c’era la consapevolezza di giocarsi tanto». «Orgoglioso e contento» per quella che è «una vittoria di tutto il gruppo» Clemente spiega poi come «spezzato l’equilibrio di un primo tempo tattico con il gol poi, a parte qualche mischia, non c’è stata storia. E’ stata una prova perfetta e un plauso va alla fase difensiva. Il gol? Bravi e fortunati ad aver sfruttato una delle poche palle disponibili». Secondo il capitano gli ingredienti per arrivare alla prima domenica di maggio con la promozione in tasca sono due: «Umiltà e concentrazione».
Le luci di coda e la pezza di Giordano tribuna la sofferenza nei minuti finali per la dirigenza biancorossa è stata tanta. «Siamo stati sciuponi – dice il vicepresidente del club Gianni Moneti – ed è un peccato perché quelli potevano essere episodi decisivi. L’importante però ora è che gli altri vedano da dietro le nostre luci di coda. Questa contro quella che è, secondo me, la squadra più concreta che ho visto in questo torneo, è una vittoria che vale tanto. Avanti così, la strada è quella giusta». Piano però con gli entusiasmi perché «il campionato – osserva il numero uno del club Roberto Damaschi – è tutt’altro che vinto. Alla vigilia avevo detto che avremmo dovuto essere bravi a gestire qualsiasi tipo di risultato e così dovremo fare. Oggi è un passaggio importante, una gran bella giornata». Dalla sua postazione Damaschi ha visto affrontarsi «due tra le quattro migliori squadre del torneo. Noi abbiamo vinto con merito producendo più di un’Aquila a cui dobbiamo riconoscere grandi capacità d’interdizione. Peccato solo non averla chiusa prima, e poi per fortuna Giordano nel finale ci ha messo una pezza».
Ianni mastica amaro Amara, e non potrebbe essere altrimenti vista la buona prova dei suoi, è l’analisi del tecnico abruzzese Maurizio Ianni. Uno Ianni costretto da infortuni e squalifiche a inventarsi un attacco inedito: «Incontrare una squadra come il Perugia con tante assenze – dice – sicuramente pesa ma ai miei posso solo rimproverare l’azione del gol e quei dieci minuti del secondo tempo dove, rischiando il tutto per tutto per pareggiare, abbiamo perso la testa lasciando molti spazi ai grifoni. E’ stata una partita vibrante e intensa dove abbiamo tenuto testa ad una grande squadra, non facciamo drammi e ripartiamo dalla prossima».


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