di Giulio Nardi
Situazione sempre più indecifrabile nella settimana che porterà alla sfida di Ascoli per il Perugia di Pierpaolo Bisoli. Per la gara che può regalare un’ulteriore spinta verso i quartieri alti della classifica del Grifo, appare per il momento difficile provare schemi e tattiche visto che nella seduta di allenamento di mercoledì, il tecnico emiliano ha dovuto fare a meno anche di Del Prete e Rizzo che comunque al momento non destano particolari preoccupazioni.
Aumentano i dubbi Le incertezze riguardano sopratutto la fascia sinistra dove Alhassan è diventato un problema di difficile risoluzione a causa delle continue ricadute: l’ex giocatore del Latina è stato prima fermato da una fastidiosa tallonite, poi da un problema al ginocchio. Le difficoltà sono aumentate da martedì con lo stop di Comotto che neanche nel secondo allenamento della settimana si è unito al gruppo e di conseguenza l’unico giocatore adattabile al ruolo di esterno difensivo di sinistra diventa Marco Rossi. Come se non bastasse rimane in forte dubbio la situazione di Belmonte che potrebbe saltare la sfida del Del Duca, visto che non ha partecipato alla doppia seduta di lavoro svolta sull’antistadio del Curi. Per Parigini invece potrebbero essere meno gravi del previsto le conseguenze dovute al brutto colpo subito al costato nella trasferta di Salerno, dove era stato decisivo con l’assist nell’azione del gol di Ardemagni. L’attaccante di proprietà del Torino potrebbe tornare disponibile entro i prossimi dieci giorni.
FOTOGALLERY: DELEGAZIONE DI GRIFONI NEL CARCERE DI CAPANNE
Iniziativa di solidarietà In attesa di avere il quadro più chiaro della squadra che scenderà in campo domenica pomeriggio ad Ascoli, una delegazione dell’AC Perugia Calcio, composta dal calciatore Vittorio Parigini, dal direttore generale Mauro Lucarini, team manager, ufficio marketing e ufficio stampa, ha preso parte all’iniziativa della Lnpb promossa dall’associazione «Bambini senza sbarre Onlus», con sede a Milano, da anni impegnata in Italia in ambito penitenziario nei processi di sostegno psicopedagogico alla genitorialità in carcere con un’attenzione particolare ai figli, colpiti dall’esperienza di detenzione di uno o entrambi i genitori. «Siamo felicissimi di poter dare qualcosa d’importante. Un’esperienza indelebile che porteremo sempre nel cuore – ha commentato il direttore generale Mauro Lucarini poco prima del fischio d’inizio presso il campo sportivo del carcere dove per l’occasione era stata organizzata una partita di calcio tra detenuti con figli contro detenuti senza figli a cui Parigini ha dato il calcio d’inizio». «Volevo ringraziare la Lega Nazionale Professionisti B per questa giornata importante – ha continuato la direttrice del carcere dott.ssa Bernardina Di Mario – in cui nei 22 istituti d’Italia si sta svolgendo questa partita rappresentativa, importante soprattutto per il fatto della visibilità a livello sociale per far luce sul problema del rapporto tra detenuti e figli interrotto dalla detenzione».
