L'esultanza di Cerri-©Settoncephotoagency

di Mario Mariano

Se bastassero i proclami, le frasi ad effetto, tutti si eserciterebbero in quel senso per poi prendersi i meriti in caso di buon esito di una prestazione. Quelli, i bei propositi della vigilia, non mancano mai sotto tutte le latitudine, e anche in questa occasione erano stati copiosi. Perfino il misuratissimo Breda si era lasciato andare a slanci di ottimismo, fiducioso più che in altre circostanze, magari meno insidiose. Ma perché si realizzasse il blitz più efficace della stagione, e comunque quello che dà una propulsiva spinta all’ambiente tutto e non solo alla classifica, c’è stato bisogno di un mix incredibile di combinazioni, che solo il calcio fa sì che si realizzino tutte insieme, magari andando in una sola direzione. Una sorta di ciclone che spazza via chi non ha nervi saldi ed esalta quelli che oltre ad averne, riescono con tutte le proprie forze a chiederne i favori. Il «Burian», il ciclone annunciato da tutte le parti , per un tempo è sembrato dovesse spazzare via solo il Grifo, attestato davanti a Leali; tutti rigorosamente dietro la palla come a ripararsi da numerosi colpi ricevuti, ma anche respinti perché Nicola Leali si è eretto a baluardo della porta, con quattro super interventi, meritandosi perfino di allearsi con i pali della sua dimora, che gli sono stati amici fedeli durante l’assedio del Frosinone. Quel «Burian» così temuto si è girato nella direzione opposta quando Soddimo è salito sul corpo di Colombatto, sollecitando l’ottimo Ghersini ad estrarre il rosso. Da lì in avanti è stata tutta un’altra storia, perché il vento ha cambiato direzione, ma andava anche sviluppato quel cambiamento, traendone vantaggio. Fuori di metafora, il Perugia nell’intervallo è stato sollecitato a prendere immediatamente in mano la situazione e gli effetti si sono visti subito, non solo e non tanto con Mustacchio finalmente incursore sulla fascia e con Cerri pronto alla girata, ma con un atteggiamento tattico e mentale assolutamente diverso. Iniziativa nel gioco, metri guadagnati, garretti saldi nei tackle. C’è stato a quel punto solo bisogno di aspettare che al Frosinone si scaricassero le batterie per cogliere al volo tutte le occasioni che si creavano. L’emblema del cambiamento è rappresentato da Mustacchio: anonimo comprimario nel primo tempo, protagonista esemplare nella ripresa, quando è riuscito a tramutare in oro tutti i palloni giocati. Il mercato di gennaio ha rinforzato e rivitalizzato la rosa, con Leali e Magnani su tutti, seguiti a ruota da Gustafson. Mandorlini Andrea, accreditato da settimane a rilevare Breda può aspettare, il trevigiano prudente, pronipote di Nereo Rocco, specie quello che trovò gloria con il Padova, può non solo respirare ma perfino sorridere. Quanto possa aver influito sul blitz l’arrivo di Diamanti, che avrebbe portato allegria e alzato l’autostima di tutti senza aver ancora giocato un minuto, non è dato da sapere. Certo è che i tre punti contro il Palermo e quelli al Benito Stirpe prospettano scenari diversi, già anticipati dalla Curva Nord, compatta come non mai e dunque pronta a riabbracciare quelli che ieri erano tristi comprimari ed oggi si propongono come protagonisti.

Leali: Adesso sì che si è vista la cura Mazzantini, perché nei suoi voli abbiamo rivisto il guardiano protagonista del Perugia di Castagner, Boskov e Mazzone. L’ex più importante della partita non solo si fa rimpiangere dai frusinati, ma si esalta in cinque- sei che gli meritano la palma di migliore in campo. Ci sarebbe da eccepire qualcosa sul gol di Soddimo, per una mancata reattività ma è chiaro che l’attenuante- grande- è nella deviazione all’ultimo istante. Voto: 8

Volta: Se Ciofani combina poco il merito è anche suo, anche se, a proposito di nervi a fior di pelle, se la batte con Soddimo e rimedia l’ennesimo cartellino giallo. Riprende quota dopo il vantaggio numerico e chiude quasi in scioltezza. Voto: 6.5

Del Prete: Autorevole come in altre prestazioni da difensore centrale. Lui nuovo in quel ruolo riesce perfino a trasmettere sicurezza ai compagni. Nella ripresa spinge centralmente con rara efficacia. Voto: 6.5

Magnani: Gli tocca Ciano che non è un cliente facile, al quale oppone da subito garretti solidi e concentrazione estrema. Ciò che colpisce è la sicurezza nello stare in campo, lui che ha 21 anni appena. Voto: 6.5

Mustacchio: Gioca da terzino con risultati modesti arrabattandosi alla meno peggio. Il the dell’intervallo- ma Breda sicuramente deve averci messo del suo- lo cambiano da così a così, e appare subito tarantolato. Assist e gol mettono anche lui sul podio. Voto: 7 (45′ st Nura: il tempo di giri con i compagni per il terzo gol. Voto: ng)

Gustafson: Si piazza davanti alla difesa ad ostacolare il ciclone Frosinone, girando a vuoto. Si riabilita totalmente nella ripresa, mostrando tackle ruvido, iniziative offensive e passaggi azzeccati. Voto: 6.5

Colombatto: Scherzando ma non troppo potremmo dire che anche lui è stato tra i migliori perchè è riuscito a far perdere la tramontana a Soddimo, autentico protagonista fino al rosso diretto mostratogli da Ghersini. Quanto al gioco, l’argentino alterna errori evidenti e giocate utili alla causa come dimostra l’assist per Buonaiuto. Voto: 6+

Bandinelli: Tornano utili le sue incursioni che danno superiorità numerica grazie alla velocità che mette nell’azione. L’assist per Cerri e tante altre utili iniziative. Voto: 7 (32′ st Buonaiuto: Sarà un caso ma entrando subito in partita, a differenza di altre volte, viene premiato con la rete che umilia il Frosinone. voto: 6.5)

Pajac: Di qua dalla riga di centrocampo è sempre pericoloso e tambureggiante con cross efficaci. Dall’altra parte arranca e non disdegna le maniere forti. Voto: 6+

Cerri: Come ottenere il massimo senza neppure fare la partita della vita, un gol da attaccante d’area di rigore, un altro sfiorato e l’assist a Mustacchio per il 2-1. Voto: 7.5

Di Carmine: Staziona spesso sulla linea della porta di Leali perchè il ciclone “Burian” fa paura, si batte come sempre ma non gli capita un pallone che uno che ne esalti le qualità balistiche. Voto: 6+

Breda: Non forza la sua natura neppure dopo il pareggio di Cerri, ma la sua strategia alla lunga sta allontanando lo spettro di un terzo cambio di allenatore.L’impressione è che sia lui a ordinare alla squadra di sfruttare nella ripresa la superiorità numerica, che esegue la disposizione di assumere l’iniziativa.Uscire dalla bufera delle critiche ,mantenendo il più classico dell’aplomb – a suon di risultati è un merito che gli va riconosciuto. Voto: 7

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