Forte tra due avversari

di Mario Mariano

Sbagliare è umano – vedi i pasticci difensivi contro il Cesena – e così cinque giorni dopo il Perugia ha fatto attenzione a non ricadere negli stessi errori e la vita per Floro Flores, Brienza, Maniero e compagnia barese è stata durissima. Quando poi i punteros di Colantuono hanno avuto l’occasione per andare in goal, si sono trovati davanti un reattivo Brignoli e subito è scattato il feeling che sembrava tardare tra l’ex Ternana e i supporter del grifo. Pareggio senza macchie difensive, con eccellenti accelerazioni sulle corsie e pazienza se in zona goal non si intravedono consumati predatori. I tiratori di giornata sono stati Dezi e Brighi, ma al ragazzo forte nulla si può rimproverare se non è riuscito a ripetersi in zona goal.

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I pareggi continuano a mantenere in zona play off il Perugia, nonostante il calcio mercato crei fibrillazioni di vario genere e non solo nello spogliatoio. Dal S.Nicola non potevano uscire giudizi netti, ma uno è stato tutt’altro che neutro: Antonio Rosati potrà recuperare senza fretta dai postumi dell’infortunio che ha costretto la società a correre ai ripari dopo la bocciatura di Elezaj. In terra pugliese Bucchi ha avuto la possibilità di avere contezza che Brignoli non solo è stato protagonista nell’opporsi con coraggio e scelta di tempo alle conclusioni avversarie, ma è riuscito a trasmettere sicurezza a tutta la squadra. Tra i pali e nelle uscite, punto dolente del titolare del ruolo, Brignoli è stato impeccabile. Non tutto gira a dovere, si capisce, ma trovare un sostituto del portiere titolare all’altezza è già un eccellente risultato. In attesa di conferme, anche altri segnali incoraggianti, come quello ad esempio che Del Prete può essere sostituto da Fazzi (o Belmonte) senza grossi rimpianti. Sostiene Colantuono che aprile è il mese in cui si decide quali squadre entrano definitivamente nel lotto di quelle che hanno obbiettivi ambiziosi; forse il tecnico partito dalla Sambenedettese vuole sottolineare l’equilibrio di un torneo senza grandi protagoniste, ma la tesi è traballante: perdere punti da qui ad aprile significa far abbassare il livello di concentrazione della squadra oltre alla necessaria tensione dell’ambiente. I continui rinvii di successi convincenti logorano un po’ tutti e abbassano l’autostima, e dunque Bari e Perugia debbono allungare il passo senza ulteriori indugi.

BUCCHI: UN BUON PUNTO

Brignoli: costretto a pagare pegno senza colpe al debutto, confeziona una prestazione da apprezzamenti senza ‘se’ e senza ‘ma’. Non perde un pallone che uno nelle uscite alte, facendo valere scelta di tempo e fisicità. Evidente il senso di sicurezza che trasmette ai compagni. Voto: 7.5

Belmonte: si incrocia con Parigini non certo in giornata di grazia e ne frena gli spunti, lasciandogli solo un tiro dalla distanza. Vorrebbe vendicarsi dei fischi ricevuti andando in rete e queste iniziative fanno aumentare il dissenso del suo ex pubblico, con la memoria ancora sul calcio scommesse. Bucchi lo richiama in panchina ma la sensazione è che lui sarebbe rimasto ancora in campo. Voto: 6+ (8 st Fazzi: scorrazza come nella precedente esperienza in biancorosso, salvo che ha imparato a farlo da esterno di difesa. È pronto per le future battaglie. Voto:6)

Volta: centralmente il Bari non ha bocche di fuoco e lui sbriga il lavoro senza patemi, salvo che sono ancora troppi i rinvii che innescano puntualmente gli avversari. Voto:6-

Mancini: è generoso oltre ogni limite, smanioso di evidenziare qualità mai disconosciute e forse quelle scorribande offensive dovrebbe limitare o meglio disciplinare. Costretto ad uscire per un infortunio le cui conseguenze ci si augura siano contenute. Voto:6 (38 Pt Monaco: Maniero trova pena per i suoi denti, quando non finisce in fuorigioco o se la prende con l’arbitro. Nelle mischie mostra un fascio di muscoli a chiunque capiti dalle sue parti. Voto:6)

Di Chiara: ha affinato la scelta dei tempi e così la squadra trova equilibrio tattico quando avanza in maniera dirompente. È in crescita esponenziale e Floro Flores deve cercare gloria in altre zone del campo. Voto:6.5

Brighi: ricama nel gioco corto, taglia in quello lungo, ed in più prova la conclusione perché la potenza del tiro è un pezzo forte del suo repertorio. Tra i più convinti di provare a vincere la partita. Voto: 7-

Ricci: capace a restare in zona quando Dezi o Bighi vanno in avanscoperta, prova lui stesso la conclusione. Da apprezzare il fatto che non ha complicato le cose semplici. Voto:6

Dezi: protagonista rimpianto dal pubblico di casa specie nel primo tempo. In una partita in cui spesso il pallone sembrava una pallina da flipper è stato tra i pochi a verticalizzare il gioco con una visione superiore.Voto:7

Mustacchio: parte forte, anzi fortissimo, sbuca da tutte le parti. Uomo ovunque, generoso e propositivo, si affloscia solo per il troppo correre.Voto:6+

Forte: una incornata affatto velleitaria, rientri a centro campo ed oltre non solo per andare in soccorso alla squadra quanto per aprire varchi ai centrocampisti. La fase di ambientamento alla nuova categoria prosegue e il ragazzo va seguito e incoraggiato, perché gioca avendo chiaro il concetto di cercare la porta.Voto:6

Guberti: uno dei tanti ex, che non si distingue come era nelle aspettative. Quasi si estranea dal gioco e Bucchi lo sostituisce con chi fa legna. Voto:5.5 (21 st Acampora: quando Il Bari accelera i tempi trova chi ha voglia di marcare e conquistare palloni.Voto:6)

Bucchi: dimenticare in così poco tempo gli errori e le nefandezze della ultima notturna non era facile, c’è stata maggiore continuità di resistenza e concentrazione nei due tempi, una crescita oggettiva della qualità del gioco. Il problema resta il goal, ma i tentativi sono stati esperiti dai centrocampisti. Resta da migliorare il rendimento sulle palle inattive. Voto:6.5