Massimiliano Santopadre

 di Barbara Isidori

Faccia scura ma idee molto chiare su quanto è successo in questi mesi di mercato. Tutto bene se non fosse per l’appendice di lunedì. Mazzeo che resta così come Carcione. Entrambi ancora in biancorosso ma completamente fuori dai piani. Parola al presidente Massimiliano Santopadre. «La linea è tirata con la conclusione di questa maratona – ha esordito -. Il bilancio è assolutamente positivo. Abbiamo una rosa che può far sognare i tifosi. Le entrate? Volevamo dare a Camplone la classica ciliegina sulla torta e il nostro obiettivo era una mezzala come Gagliardini. Fino all’ultimo però siamo stati vincolati dalle uscite e non se ne è fatto nulla». Rosa di tutto rispetto. Può soddisfare i nostri tifosi.

Il caso Mazzeo Ed è proprio il capitolo uscite a far rabbuiare il patron biancorosso. «Potevamo fare di più. Ho imparato una nuova lezione e che cioè tutto dipende dai procuratori e né in nessun modo da noi o dai giocatori – ha proseguito -. Bisognerebbe tutelare i ragazzi e le società e invece niente di tutto questo viene fatto. Per esempio la situazione di Mazzeo non ha fatto né vincitori né vinti». A questo punto cosa succede a Mazzeo? «Resta al palo – ha sottolineato il presidente – come Carcione ed Esposito (terzo portiere con lo stesso procuratore dei due). Finché sarò il presidente non calcheranno più il Curi. Andiamo avanti. La situazione è finita qui e non ne voglio parlare più. Non vorrei che a questo punto dovesse uscire il nome di questi ragazzi qualora le cose non dovessero andare bene. Dovevano dimostrare con i fatti il loro attaccamento al Grifo e non con le parole. Non si può decidere di andare via alle 22.57 per dire che si è fatto di tutto. E’ un’altra strategia molto sbagliata».

Porte chiuse Stipendi importanti che rimangono a questo punto sul groppone della società. «Non falliremo certo per questo. C’è solo il problema del salary cup soprattutto con l’ingaggio di Mazzeo. Potevano esserci soluzioni diverse se ci fosse stata la volontà da entrambe le parti. Carcione sapeva di essere fuori dal progetto tecnico. Glielo abbiamo comunicato appena finito il campionato. A Mazzeo abbiamo fatto diverse proposte che lui ha rimandato al mittente. A rimetterci siamo stati tutti ma lui resta il più danneggiato».

«Bovo? Forse» Capitolo mercato quindi, finalmente chiuso. «Ci sono deroghe per le società ripescate e sanno che possono chiamarci se vogliono. Anche perché resta una finestra per gli acquisti degli svincolati. Bovo? Nome possibile se succedesse qualcosa».

Lo show del Curi Terminata la sessione quindi è meglio parlare di quanto il Grifo ha già fatto vedere in campo. Il gioiello di Massimiliano Santopadre ha brillato tantissimo sotto le luci del Curi. «Mi sono divertito molto ed è stato un bel venerdì di calcio. Non solo per il risultato ma anche perché uno stadio carico di entusiasmo è stato uno spettacolo nello spettacolo». Una vittoria importantissima quella conquistata dai suoi ragazzi ma attenzione. Perché il presidente richiama alla realtà. «Dobbiamo stare molto attenti. Queste vittorie portano forse un entusiasmo eccessivo da parte della squadra. Bisogna essere molto realisti e ancorati a terra. Il campionato del Perugia è iniziato bene ma bisogna continuare settimana dopo settimana. E adesso pensiamo solo al Bari. Una partita che non ha bisogno di motivazioni da trovare e con le le due tifoserie più entusiaste del calcio italiano».

«Maglia zuppa» Finalmente è stata serie B. Massimiliano Santopadre l’ha sempre fortemente voluta per il suo Perugia. «Affrontiamo questa categoria da inesperti anche se si parla sempre di calcio. Speriamo di aver fatto le scelte giuste». Prima giornata della stagione già andata. Dove vede il Grifo? «Io immagino il Perugia al primo posto anche se solo il campo mi dirà se ho ragione. L’importante è che io veda ogni volta la maglia zuppa di sudore. Mai me la prenderò con la squadra se constaterò il massimo impegno. Compattezza, unità di intenti, dedizione, passione. Io voglio questo dai miei ragazzi».

Bel gruppo Una squadra appassionata così come lo è lui di questa società. «Abbiamo lavorato per fare il meglio possibile e cercando di mettere insieme esperti, anziani e giovani. Creare un bel gruppo ed essere un blocco unico tra società, squadra e tifosi senza far passare nessuno dall’esterno per non creare invidie o malelingue. Io credo che questa sia la ricetta. Insieme ad un pizzico di fortuna ovviamente che serve sempre».

Marco Baldan e Lo Porto In questo primissimo scorcio di campionato su chi scommetterebbe di più il presidente? «Marco Baldan. E’un ragazzo che è stato sfortunato l’anno scorso, dovendosi operare la crociato due volte, ma noi lo abbiamo preso con tantissimo entusiasmo. Crociato due volte di seguito. Ha una grande forza d’animo e ottimo calciatore. Uscirà alla distanza e sarà il nostro acquisto in più. Così come Lo Porto, che è un giovane di grandissime prospettive».

Comotto e Camplone Questo per i giovani ma tra gli “anziani”? «Il nostro capitan Comotto è un eroe per quello che riesce a dimostrare in campo e fuori. E’ molto umile e per questo ha giocato ai massimi livelli. Quest’estate sapeva che doveva farsi trovare pronto ed ha iniziato a lavorare prima di tutti. E i risultati si vedono». Se la squadra sta andando bene il merito è anche di chi la guida. E cioè Andrea Camplone. «Questo è un mister bravo e ad oggi gli va riconosciuto. Il primo motivo della sua permaneza è che inizia a ragionare da Perugia. Dobbiamo essere tutti legati all’interno perchè solo così possiamo vincere e arrivare in alto».

Alti livelli Con questa forza il Grifo si è messo in mostra nelle vetrine più importanti. Come quelle di Sky e Mediaset. «Mi hanno fermato e riconosciuto a Roma. Mi sono quasi spaventato. Per me è stata la maniera per capire che il Perugia è arrivato ad altissimi livelli. Ora sono già gli altri che ci chiamano perché Perugia fa gola a tanti. Noi proseguiamo così. Cercando di parlare con chiunque me lo chieda e abbia interesse per noi in Italia e fuori. Noi vogliamo costruire per Perugia un futuro grandioso».