Goretti, Santopadre e Agnolin oggi al «Curi» (Foto Umbria24)

di Giovanni Baricca

«Il punto di penalizzazione non ci è stato restituito? Pace. Abbiamo perso a Viareggio, tra l’altro immeritatamente? Pace lo stesso. Sia chiaro, lo dico a tutti: il leone è ferito ma non è morto». Negli occhi, nella voce di Massimiliano Santopadre tutto l’orgoglio di cui è capace un essere umano. Che al Dei pini di Viareggio ha sofferto, e neanche poco, all’1-0 di Benedetti. Ma che oggi vuole lottare, vuole credere in un secondo posto possibile e (salvo intoppi) alla portata dei grifoni.

Lo sfogo Nonostante la fiducia dei più – non ultimi i tifosi, che domenica hanno applaudito la squadra dopo la batosta: erano più di 1300 – la prima sconfitta in quattro mesi e il pronunciamento negativo del Tnas sembrano aver innescato una bomba negli animi di qualcuno. Un ordigno che soltanto la scelleratezza può giustificare. Non Santopadre, però. «Lo slogan scelto per la settimana – dice indicando le locandine già stampate, fondo accattivante e motto in bella vista, a caratteri cubitali – è ‘Insieme a noi’. Perché è adesso che c’è bisogno di stare uniti. Il 95 per cento della gente ormai ama questa squadra. Chi la critica e vuol far credere di capirne più di noi, continui pure a pensarlo. Ma ci lasci in pace. Siamo a un passo da un sogno che ancora non è finito. Lasciateci sognare». E se tutto andasse male? «Nessun problema. Se succede l’imponderabile penseremo al futuro. Perché un futuro ci sarà e sarà roseo. Qui non si fa come fanno in tanti, che o si va subito in serie B o non si pagano gli stipendi e via dicendo. Qui si va avanti, si ricomincia e su punta alla promozione».

RIGETTATO IL RICORSO DEL PERUGIA: LE MOTIVAZIONI

Il mister dei miracoli Lo sfogo del presidente, pugno duro contro il tavolo, tono severo, si traduce presto in un elogio (difesa?) del tecnico Camplone: «Al di là di come andrà a finire questa stagione, straordinaria, ci tengo a fare i complimenti a Camplone. L’allenatore del Perugia, il nostro allenatore. Ciò che sta facendo fare a questa squadra ha dell’incredibile, osservo il calcio da trent’anni e non mi sembra che in Lega pro ci siano altri club che giocano come giochiamo noi». Nessuno tocchi Camplone, insomma: «Ora è lui il mister e lo resterà fino alla fine dei playoff. Poi parleremo. E ricordate: sono venuto a Perugia per vivere di emozioni, sborso discreti quattrini per questo, e il mister, insieme ai tifosi (che belli a Viareggio, quel muro biancorosso mi ha fatto sospirare) queste emozioni me le sta facendo provare». Le emozioni non si quantificano, però. I punti sì. Santopadre si alza e si fa incontro a una lavagna con la classifica stampata sopra. Risale all’11 novembre scorso, Perugia-Catanzaro, giorno dell’esonero di Pier Francesco Battistini. «Quando Andrea è arrivato ci ha trovati qui, all’undicesimo posto». Gira il foglio. «Ora siamo secondi, capite?».

Il penalty dell’Avellino e il futuro del Perugia Nessuno lo interrompe. Santopadre continua: «L’Avellino? Ciò che ho visto domenica non mi piace per niente. Non voglio pensare che dietro ci sia chissà quale operazione diabolica… però il rigore che gli è stato concesso, il quindicesimo quest’anno, era qualche metro fuori dall’area». Santopadre conclude: «Tecnico e squadra e società si sono già incontrati e hanno stilato un nuovo piano (di allenamenti, ndr) per arrivare al secondo posto. E noi tre – dice rivolgendosi ad Agnolin e a Goretti, che gli siedono di fianco – più tardi andremo a parlare con i ragazzi. Per caricarli, per dirgli che nulla è ancora perduto».

Il record irpino La parola passa quindi al direttore sportivo, Roberto Goretti. Che prima commenta la sconfitta di Viareggio («Ho notato una flessione maggiore con il Sorrento che non contro i toscani. La sistemazione tattica del Viareggio ci ha messo un po’ in difficoltà, ma alla fine ho visto più cose positive che negative») e che poi torna a parlare di futuro. Prossimo: «Questa settimana sarà importantissima. Ed è ora, più di sempre, che abbiamo bisogno dei nostri tifosi». E a medio termine: «Conquistare il secondo posto sarebbe importante, ma non determinante. Vedremo alla fine quello che uscirà fuori. Certo è che questa squadra è stata costruita per non fare calcoli. Dobbiamo giocare con il piede sull’acceleratore». «Lo stop di Viareggio non mi preoccupa minimamente – conclude -. L’energia di Santopadre? Si deve al fatto che dobbiamo restare uniti: qui a Perugia gli allenatori si criticano sempre. Ma stavolta sono i numeri a parlare chiaro». Le statistiche. Pure quelli dell’Avellino: «Invece di parlare del nostro punto di penalizzazione, l’allenatore irpino (Rastrelli, ndr) si accorgesse, almeno, di aver battuto un paio di record, quello positivo di rigori assegnati a favore e quello negativo di rigori fischiati contro…».

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