di Mario Mariano

Capolista spuntata, per la prima volta non in goal, ma secondo esame in trasferta superato, pur non dovendo considerare il Modena squadra da zone alte della classifica. Il test del Braglia aveva un alto coefficiente di difficoltà perché sulla panchina degli emiliani c’era un certo Walter Alfredo Novellino, che della serie B conosce davvero tanto, forse tutto, perché conosce le caratteristiche dei calciatori del Perugia, perché sa che con la fisicità si può arrivare a contrastare la tecnica e guardare al futuro con un certo ottimismo.

CHI SALE E CHI SCENDE

FOTOGALLERY

Novellino come avevamo ampiamente anticipato, alla vigilia aveva rilasciato tante interviste con le quali, furbamente, aveva distribuito elogi a tutti, stando ben attento a non dimenticare nessuno del Perugia. Una sorta di strategia, con lo scopo sì di riconoscere i meriti dell’avversario per una notte, ma sopratutto di caricare il suo ambiente, la sua squadra. Ad essere sinceri, la partita è finita 0-0 ma Novellino è uscito da vincitore, per tutta un serie di motivi. Aveva solo giovani, alcuni in prospettiva validi, altri arruffoni. Il Modena ha la metà dei punti del Perugia, ma in campo la differenza non è stata mai netta. Il pareggio é il risultato che rispecchia il gioco e le occasioni create.

Primo tempo al limite del lecito, ripresa a strappi, folate e volate specie di Parigini, il solo a battere a rete in velocità e con coordinazione, il solo a cercare l’uno contro uno. Troppo poco nella serata, eppure a parte gli spunti travolgenti, sua è stata la palla goal più nitida della serata. Per gli 800 e passa tifosi una lunga sfacchinata autostradale e la soddisfazione di aver visto la squadra confermare una sua fisionomia, ed anche l’imbattibilità alla 5a giornata va considerato un talismano visto che il primato in classifica resta, a dispetto dei due pareggi consecutivi.

Provedel: poco lavoro, anzi pochissimo, e quando arriva il solo pericolo della partita ci pensa il redivivo Rossi a sbrogliare la matassa su Granoche ad un passo dal goal. Più attento nelle respinte di sabato scorso. Voto: 6

Goldaniga: un guerriero vero, senza elmetto e senza corazza e dunque più coraggioso che mai, sbarra la strada e riparte. È tra i più in forma, da sempre la sensazione della sicurezza e mai dell’improvvisazione tanto frequente anche in B. Voto: 7

Giacomazzi: resta in campo appena 27 minuti e si deve pensare che più che gli avversari lo fermino i propri muscoli. Non avendo il Modena punte centrali, lui ha tutto il tempo di respingere plasticamente di testa. voto: NG (dal 27 St. Rossi: entra e risponde con calma senza cioè strafare alle critiche generali di sabato contro il Vicenza. Si riprende proprio perché fa cose semplici, con maggiore attenzione e con più semplicità. L’intervento su Granoche sul finale dimostra che è recuperato alla causa e che bravo è stato Camplone a non abbandonarlo al primo insuccesso. Voto: 6.5

Comotto: eccellente rientro, riprende il filo del discorso da dove lo aveva lasciato, confermandosi ora martello ed ora cesello, sì perché nel semibuio del primo tempo è tra i pochi a suonare la carica. Voto:6.5

Del Prete: i compagni lo cercano spesso, segno che sanno che palla a lui, l’azione avrà un seguito. E così è tornate che si ingegna nel cross e pure nel tiro e se stavolta non va in goal è anche perché la squadra non è tonica e frizzante come altre volte. Voto:6.5

Fazzi: la sensazione è che stenta a trovare una zona di campo a lui più congeniale. Gira a vuoto senza raccapezzarsi, e quando prova nella ripresa l’iniziativa personale ha poca birra nelle gambe. Rimedia anche un giallo, una prestazione grigia. Voto: 5.5 (dal 35 St Vinicous qualche sgroppata finale e calci d’angolo arpionati.Voto: ng)

Taddei: non avrebbe dovuto giocare, ma poi Fossati si è bloccato e lui ci ha provato, ma è evidente che un turno di riposo potrebbe fargli solo bene. Sbaglia passaggi che con altra lucidità non sbaglierebbe, commette falli che obbligano l’arbitro ad ammonirlo. Poco fosforo e tanto fiato grosso. Voto: 6–

Verre: si batte come un leone, in più zone del campo, perché ha garretti solidi, capacità di affrontare l’avversario più ruvido con le stesse armi. È utile alla causa sia in fase di possesso palla che di recupero. Tra quelli che non accusano le due partite in tre giorni. Voto: 7-

Crescenzi: la sensazione è che lo cercano meno di altre volte, ma ritirando il fiato, ogni volta che parte viene fermato con un fallo. Utile anche nella fase difensiva. Gli esterni si lo fermano al Braglia di sicura garanzia. Voto:6.5

Parigini: Il migliore in campo, senza “se” e senza “ma”. Velocità, gioco di gambe, tiro in corsa. Come direbbe Castagner deve solo imparare a frenare, a scalare le marce una volta in area per piazzare il tiro. Qualche suo spunto della ripresa vale il costo del biglietto. Voto:7+

Falcinelli: due partite senza goal ma ancora capocannoniere. Parte da lontano, guadagna punizioni, non ha occasioni ma si sacrifica per la squadra. Voto: 6 (dal 30 St. Rabusic, preferisce il passaggio alla conclusione, chissà se per altruismo o per timore di sbagliare. Voto: ng

Camplone: è tirato come una corda di violino, adirato con tutti, fa bene a drignare i denti, Novellino è un mastino che non molla la presa e richiede concentrazione. Deve sperare in Parigini, ma nel suo gioco offensivo hanno un peso decisivo i centrocampisti e stavolta gli inserimenti sono stati scarsi. Opportuni i cambi. Voto : 6+