Dan. Cib.

«A Gubbio ho capito il segreto di Salvini, il Frosinone gioca in quattordici». Undici come da distinta, tre da designazione arbitrale. Boom. La bomba esplosa da Roberto Goretti alla ripresa degli allenamenti del Perugia – martedì – ha scagliato le sue schegge fin, giù, in Ciociaria. E a Frosinone, c’era da aspettarselo, le dichiarazioni del diesse umbro non sono affatto piaciute.

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Frosinone: niente repliche Ambienti vicini al presidente, Stirpe, e frange di supporter frusinati hanno da subito sollecitato un presa di posizione del club gialloblù. Appello rimasto, per il momento, inascoltato: la società ha infatti deciso di non commentare le parole di direttore sportivo biancorosso. Nel tentativo, sembra, di non sovraccaricare l’ambiente in attesa del big match del Curi, dello scontro diretto tra le due squadre nell’ultimo turno di campionato. Neppure il diggì Salvini – al Barbetti seduto, vedi tu il destino, di fianco a Goretti – stavolta ha parlato.

Il «J’accuse» di Goretti «Ho scoperto il segreto di Salvini», aveva detto Goretti martedì. «Dal vivo ho visto due gare del Frosinone», insisteva, conferendo autorevolezza alle proprie affermazioni. «A Pontedera l’arbitro invertì una punizione e regalò un rigore ai ciociari. A Gubbio ho capito che il Frosinone gioca in quattordici. Bisognava esser al Barbetti per vedere l’agitazione dell’arbitro dopo il 2-2. Uno dei migliori fischietti di Lega pro (Illuzzi di Molfetta, ndr), che il prossimo anno di sicuro arbitrerà in serie B. A cinque minuti dalla fine c’è un contraasto in area, la palla carambola, un giocatore del Gubbio va per corssare e… Il direttore di gara ferma l’azione. Ecco, lì mi son detto: il campionato lo vince il Frosinone, Lecce e Perugia lascino stare, che non si vince contro il Palazzo».

Curiale: «…Sfigatiiiii» Per una società che tace, in questo caso il Frosinone, cerca cerca da qualche parte c’è sempre un tesserato pronto a parlare. Regola buona pure stavolta. Davis Curiale non si è espresso sul Goretti pensiero. Lo ha fatto però sulla partita con finale thriller di Gubbio. «La partita finisce quando il direttore di gara fischia per tre volte… Quindi mi dispiace per quelli che hanno esultato poco prima… sfigatiiiii», ha infatti scritto l’attaccante, con tanto di emoticon-linguaccia a seguire, sulla propria pagina facebook. Al commento di un tifoso, «E si è la partita finisce al triplice fischio questo è il regolamento…….ahahahaha Gubbio volevano vincere ma l’anno presa nel culo….», tifoso e anche arbitro, stando a quanto riportato sul social network, Curiale ha persino cliccato un poco, davvero poco elegante «Mi piace».

Confermato il 3-5-2 Intato il Grifo pensa all’Ascoli, trasferta calda sul fronte del tifo (LEGGI QUI), un po’ meno su quello del calcio giocato. Mercoledì Camplone ha provato e riprovato movimenti e posizioni del 3-5-2 mandato in campo contro la Paganese. Lo aveva fatto già martedì, alla ripresa. E a questo punto è facile ipotizzare, salvo improvvisi cambi di rotta tra giovedì e venerdì – cioè nei giorni in cui le porte di Pian di Massiano si chiudono, e i grifoni lavorano al riparo da occhi indiscreti -, che il pescarese confermi in toto le scelte tattiche operate, con successo, contro i campani. Fiducia dunque al 3-5-2. Fiducia dunque, anche, sembra, agli interpreti di domenica scorsa. C’è un solo cambio all’orizzonte: fuori Sini dentro Scognamiglio (che ha scontato la squalifica) sul vertice mancino della difesa a tre uomini. Per il resto resta tutto com’è. Mazzeo mercoledì non si è allenato per problemi familiari, tornerà con i compagni giovedì.