Tutto è bene quel che finisce bene. La paura. Il gol di svantaggio. Le tante occasioni sciupate nel corso dei 90′. Passa tutto in secondo piano quando, archiviata la pratica Viareggio 2-1, butti l’occhio alla classifica e vedi di nuovo il Grifo lassù, a pari punti con il Frosinone. Ecco spiegato, in sala stampa, il volto di Andrea Camplone: provato e allo stesso tempo sereno; più che felice, in pace col mondo.
Mister, è soddisfatto?
«Per come si erano messe le cose all’inizio, sicuramente sì. I ragazzi, tutti, hanno dato il massimo, anche sbagliando maagari, soprattutto sotto porta e soprattutto all’inizio. Però hanno giocato con il cuore. E la vittoria è meritata: alla fine il Viareggio ha segnato su una nostra disattenzione».
Tantissime, appunto, però, le palle-gol fallite dal Perugia.
«Già. Nei primi venuti minuti si poteva essere già sul 2-0 per noi. Purtroppo facciamo pochi gol in questo periodo del campionato. Peccato, perché così si tengono in piedi certe partite e… Basta un errore a compromettere tutto».
Vetta agganciata, comunque. E adesso?
«Adesso niente. I ragazzi stanno giustamente festeggiando, sono contenti, ma l’euforia deve durare poco. Perché qui non ti regala niente nessuno. E domenica c’è il Pontedera, una delle poche squadre che ci ha messo in difficoltà nel girone di andata. Dobbiamo vincerle tutte da qui alla fine, non possiamo fare calcoli».
L’esordiente Franco Via Camplone, al suo posto si siede Michele Franco. «Sì, potevo bagnare l’esordio con il gol. Ma in quel tiro (allo scadere del primo tempo, ndr) sono andato con troppa foga, nel tentativo di buttarmi alle spalle il periodaccio che ho appena passato». Un mese intero lontano dal campo, puntualizzerà poi l’esterno che domenica ha giocato a centrocampo «dove mi diverto di più perché mi piace spingere» ma che per tanto tempo ha «giocato come quarto di difesa». Chiedono a Franco se nello spogliatoio si sia brindato alla vittoria. Lui nega: «Per lo champagne aspettiamo la fine. Oggi siamo semplicemente felici per come sono andate le cose».
Il doppio ex Lucarelli «Volevamo fare bella figura», attacca invece, quando è il suo turno, il doppio ex di giornata, Cristiano Lucarelli. «Volevamo fare bella figura e l’abbiamo fatta, credo. Siamo usciti a testa altissima». Sono due le domande più gettonate: «Santopadre, no, non l’ho incontrato. Fosse successo lo avrei salutato». Di palo in frasca: «Il gol di Mazzeo? A noi l’arbitro ha detto che, secondo lui, è stato Celiento a toccare il pallone. Nel merito non entro, ci sono le immagini, parlano quelle». In chiusura, il livornese ripropone il refrain delle ultime settimane. Quel «Questo Perugia in larga parte l’ho costruito io», letto e riletto sui quotidiani toscani, che domenica, a bocce fare, gli fa annunciare: “Se il Grifo vince il campionato sono contento. Come, del resto, sarei contento se salisse il Lecce, dove ho giocato».
