Il tecnico dei grifoni Camplone (foto F.Troccoli)

di Giovanni Baricca

Partita buona a rodare le gambe, e poi, soprattutto, la testa. Un test-match in piena regola, Perugia-Santarchangelo: qualcosa in più della canonica «partitella» infrasettimanale per il Perugia, visto il gap con l’avversario. Novanta minuti e tre reti. Ma le domande in sala stampa sono quelle, tipiche, di un dopo-amichevole.

La cronaca

La testa al Catanzaro «Come stiamo? Beh, fisicamente la squadra sta bene». E di testa? «Oggi mi è piaciuta. La squadra ha lottato, ha fatto, è rimasta concentrata e, a tratti, è stata pure cattiva». «La cattiveria che a Benevento non si è vista, forse. O che almeno non si è vista sempre», aggiungerà Andrea Camplone. «Ora abbiamo due giorni per pensare a Catanzaro». Tecnico (in attesa di conoscere gli esiti del ricorso, per il momento è da considerarsi squalificato) e staff tecnico (per Dicara non ci sono speranze: anche lui fermato dal giudice sportivo, siederà in tribuna) hanno studiato l’avversario: «Sì, ma poi in campo ci vanno loro, i giocatori. Questa squadra deve capire che se va sotto deve insistere, continuare a giocare come fa sempre e al massimo con un po’ di personalità in più. Non deve mettersi a correre per il campo a caccia del pallone». «io comunque sono sereno, serenissimo con le mie scelte», conclude Camplone. Giovedì la squadra farà scarico in piscina: tutti, anche chi non ha giocato. Venerdì e sabato riprenderà la preparazione vera e propria in vista del match di domenica.

Le immagini

L’analisi, uomo per uomo Eusepi ha giocato novanta minuti, pieni. Qualcuno ipotizza che il centravanti, di conseguenza, non rientri nei piani del tecnico per domenica prossima. Camplone svia: «Qualcuno in quel ruolo dovevo mettere contro il Santarcangelo, ed Eusepi domenica aveva giocato pochi minuti. Tutto qua. Anche Massoni ha fatto tutta la gara». E comunque, panchina fosse domenica prossima, vale la regola sempre buona del «non esistono titolari e riserve ‘a priori’, gioca chi sta meglio». Come a dire, e lo dice Camplone: «Tutti sono utili e nessuno è indispensabile». La risposta migliore mercoledì è arrivata dai giovani. «Hanno dato tutti un buon contributo – annuisce -. I ragazzi sono scesi in campo con il piglio giusto. In una settimana, poi, in cui la squadra sta lavorando a pieno ritmo. Oggi (mercoledì, ndr) è stato un buonissimo test». Parte il giro di domande, giocatore per giocatore. Filipe mezzala? «L’ho fatto divertire». Bijimine? «Abbastanza ordinato. Purtroppo soffre gli spazi stretti. Quando la squadra si allunga si esprime meglio». E infine Conti: «Bene, ha dato tutto. Dobbiamo recuperarlo mentalmente. È un ragazzo eccezionale che ha bisogno di fiducia».

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.