di Giovanni Baricca
Domenica i grifoni sono di scena a Carrara. E il Perugia è sempre lì, all’obiettivo settimanale dichiarato: mantenere alta la concentrazione in vista del match con l’ultima della classe, arginare il viavai dall’infermeria, mettere nel mirino i tre punti e giocare per quelli. Solo per quelli, specifica Dicara alla vigilia della partenza: «Che arrivati a questo punto, lasciatevelo dire da uno che qualche campionato lo ha vinto, le partite vanno rubate. Il bel gioco non conta, conta solo il risultato».
Quale Perugia contro la Carrarese? «Rubare la gara». Pare facile, ma a scorrere la lista degli indisponibili si capisce subito che ci sarà da sudare con la Carrarese. Fuori Anania, fuori Cangi, fuori Moneti e fuori Massoni, che come previsto non ce l’ha fatta a recuperare dall’infortunio alla caviglia. E fuori, del tutto inaspettatamente, pure il centrocampista Cenciarelli, costretto al forfait dal riacutizzarsi del dolore alla coscia destra. Quale Perugia, dunque, contro la Carrarerese di Ivo Iaconi? «Le soluzioni, lo sapete, di fatto sono solo due» sbuffa Dicara. Quella vista al pronti-via con l’Avellino, con Moscati terzino e Dettori in mediana; quella adottata nel finale, con la difesa composta da Russo, Lebran, Giani e Liviero, e a centrocampo con il trio Moscati-Esposito-Nicco. Dicara – Camplone sconterà l’ultima delle due giornate di squalifica – alla fine opterà per la seconda probabilmente.
Clemente ritrova la panchina «In panchina tornerà pure Cacioli?» chiede qualcuno. «No, Luca è stato convocato, ma è ancora troppo presto. Andrà in tribuna a fare il tifo, abbiamo bisogno dell’apporto di tutti» risponde il tecnico. Chi invece finirà in panchina è Clemente, finalmente al rientro dopo l’operazione subita in inverno. «Le insidie di questa gara sono tante. Iaconi lo conosco, mi ha pure allenato, so che è un ottimo tecnico – chiosa Dicara -. Non fosse tanto buono, pure troppo aggiungo io, chissà dove sarebbe potuto arrivare. Poi, certo, un allenatore deve sempre fare i conti col materiale (umano, ndr) di cui dispone. Ma attenzione: la Carrarese è stata costruita con ambizioni di classifica importanti e chi ci ha messo i soldi, Buffon, non mi pare certo uno stupido».
Vietato sbagliare stavolta Occhio, arringa i suoi Dicara, vietato sbagliare. «Questa partita non la possiamo proprio toppare. Niente cali di concentrazione, che se ci fossero significerebbero davvero scarsa intelligenza da parte nostra. I toscani sono affamati, ma lo siamo anche noi. Non possiamo certo giocare per il pareggio, sarebbe un suicidio. Possiamo solo entrare in campo e dare tutto, con la consapevolezza di essere più forti». Giocare sulle lacune dell’avversario, specificherà più tardi il tecnico ad interim. «Dite che dietro sono scarsi? Anche se fosse, dobbiamo essere noi a confermare, sul campo, certe statistiche. I numeri altrimenti servono a poco. Guardate il ruolino di Makinwa (che quasi certamente partirà dalla panchina, ndr) e compagni: molte squadre bene attrezzate hanno perso punti contro di loro. Come evitare la stessa sorte? Giocando come contro l’Andria, con cattiveria e determinazione. È la testa che deve fare la differenza». Tutto giusto, ma lo sfogo di Camplone nella partitella del giovedì allora? «Quello è il passato, il presente si chiama Carrarese e la squadra lo sa».
