Vincenzo Italiano (foto F.Troccoli)

di Giovanni Baricca

Nove mesi senza gare ufficiali. Nove mesi senza calcio, senza la sua ragione di vita. Nove mesi, guarda tu la sorte (scaduti il 18 marzo scorso), come tempo di gestazione: necessari, ma sufficienti, per rinascere a nuova vita. Vincenzo Italiano non ha bisogno di presentazioni. Basta il curriculum, bastano i trascorsi in serie A a definirne il profilo professionale.

Calcioscommesse, capitolo chiuso A raccontare tutto il resto, la squalifica rimediata nell’affaire calcioscommesse, sono i fatti: «Il terzo grado della giustizia sportiva, il Tnas, alla fine ha dato risposte importanti. All’inizio evidentemente si era esagerato. La derubricazione a comportamento antisportivo la dice lunga». E sono gli intenti: «Voglio recuperare il tempo perso, sono rinato, voglio aiutare i miei compagni e raggiungere traguardi importanti con il Perugia. Finalmente, sono tornato nel mio mondo». Italiano non vede l’ora di ricominciare, di mordere l’erba, di intraprendere quel percorso battuto già dal suo nuovo compagno di squadra, Gianluca Nicco. «Il suo, ma non solo» puntualizza. «Pure quello di tanti altri. Ho visto Portanova al rientro, dopo la squalifica, entrare e segnare: sono morto di invidia».

Buoni propositi Inutile girarci intorno, Italiano si giocherà un posto da titolare con Esposito da qui alla fine. «Il mio obiettivo – dice – è migliorare a livello fisico e dare una mano alla squadra. Dare l’anima, come ho sempre fatto, per la maglia che indosso. È da maggio che non gioco una gara ufficiale. Sono in ritardo di condizione ma ho lavorato tanto in queste settimane, ho fatto doppia tutti i giorni. Durante la sosta intensificherò i carichi. Mancherà il ritmo partita, certo. Ma ho giocato venti anni, posso recuperare con l’esperienza».

Obiettivo Serie B Italiano, che Perugia ha trovato al suo arrivo? «Un Perugia che, si vede, ha conosciuto il calcio vero. Con una squadra importante e una società bene organizzata. La Prima divisione va stretta a questa squadra che, peraltro, gioca con un modulo che conosco e che mi piace tantissimo. Spero proprio di dare una mano ai miei compagni, da qui alla fine, che hanno iniziato una rincorsa importante”. Un mini ciclo di sei o sette partite, a seconda del piazzamento finale. «Speriamo sei» dice il centrocampista, che proprio a Perugia (era il 1998, da avversario, con il Verona) ha realizzato la sua prima rete da professionista. «Speriamo sei, perché andare direttamente in serie B sarebbe fantastico – conclude -. Quelle davanti corrono forte ma tutto è possibile. Quante partite potrei giocare da qui alla fine? Non saprei. Certo è che la mia condizione, è normale, rispetto agli altri andrà crescendo».

Daniele Bovi Nato nel 1981, ha iniziato il suo lavoro di giornalista al Giornale dell’Umbria e La Voce di Perugia per poi passare, nel 2008, alla redazione di Umbrialeft prima di fondare due anni più tardi Umbria24 dove si occupa principalmente di temi legati all’attualità, alla politica e all’economia. Nel 2016 ha pubblicato «Tutta colpa di Boccali?», libro intervista all’ex sindaco di Perugia.