Il giocatore del Perugia Gnahorè. Foto Fabrizio Troccoli

di Maurizio Troccoli

La questione Gnahorè, che si traduce in un ricorso che ha minacciato il risultato del derby Ternana-Perugia, è talmente complicata da sconsigliare di addentrarsi. «Ma quando le questioni si presentano così ingarbugliate, il faro che orienta il giudice è la semplificazione. Che, nel caso specifico, indicherebbe il ‘visto di esecutività’ che viene rilasciato dalla Lega Professionisti». A dirlo a Umbria24 è un esperto del diritto sportivo, che preferisce rimanere anonimo, per ragioni «di etica professionale».

IL GIUDICE RESPINGE IL RICORSO

Provando a tradurre: sarebbe complicato creare un precedente per il quale, tutti i giocatori che si dovessero trovare nella stessa condizione, ovvero più tesseramenti nella stessa stagione, potrebbero determinare il ribaltamento di risultati. Con la complicità della Lega. Questa sembra essere stata la logica che ha orientato la decisione del giudice che ha respinto il ricorso.

Le posizioni in campo Tutttavia, gli addetti ai lavori, non considerano infondate le questioni sollevate dalla Ternana. Se da un lato quindi il Perugia si considera in una ‘botte di ferro’ sia per ‘l’autorizzazione’ ricevuta dalla Lega a far giocare il giocatore, che per il fatto che le partite si vincono sul campo, la Ternana, dal canto suo, rivendica il diritto di fare chiarezza, una volta per sempre, in modo che sul punto si possa fare ‘letteratura’ e si possa avere una decisione applicabile in tutti i casi simili.

Ricostruzione Per chi non ha seguito la questione, parliamo del giocatore del Perugia Gnahorè, sul cui ruolo in campo, nel derby, la Ternana ha presentato ricorso, appellandosi al regolamento che vuole tre cartellini per due maglie. Ovvero, in un anno, un giocatore può tesserarsi con tre club diversi e giocare solo in due di questi, nella prima squadra. La Ternana ha dubbi sul fatto che Gnahorè rientri nei soli tre tesseramenti, visti i passaggi tra Carpi, Crotone e Perugia. Passaggi questi che vedono di mezzo il Napoli, club proprietario del cartellino del giocatore. E, siccome la legge stabilisce che i passaggi di prestito tra i club non possono essere compiuti senza l’autorizzazione del club proprietario, per ognuno di questi passaggi di cartellino ne è occorso uno intermedio, con il club proprietario. Facendo aumentare a oltre tre i tesseramenti.

La questione del doppio passaggio A questo tipo di impugnazione, però, il Perugia risponde che quando due passaggi vengono compiuti lo stesso giorno, vengono considerati come uno soltanto. Elemento che non trova riscontro, secondo il club ternano nel regolamento. «O quanto meno non ne abbiamo notizia», ha reso noto la società della Ternana calcio. E se dovesse risultare veritiero che il doppio passaggio in una sola giornata va considerato come unico, la Ternana chiede prova che sia realmente accaduto. Solleva quindi dubbi, evidenziando come transfermarkt.it, il sito che pubblica le date di passaggio di cartellino, documenti date differenti.

Le date Provando a spulciarlo, la data del 27 luglio 2016, alla voce venditore, risulta il Carpi e, a quella acquirente, il Napoli, a quella di valore di mercato la cifra di 300 mila euro e a quella di riscatto, fine prestito. Passano due giorni e siamo al 29 luglio, venditore è il Napoli, acquirente il Crotone, cifra sempre 300 mila euro e la ragione è «prestito». Quindi 30 gennaio 2017, il Crotone vende, il Napoli acquista, al valore, questa volta, di 250 mila euro, e la ragione è «fine prestito». Un giorno dopo, il 31 gennaio 2017, il Napoli vende, il Perugia acquista, alla cifra di 250 mila euro, con la motivazione del «prestito». Tutti questi passaggi, come è ovvio, sono contrassegnati per la stagione calcistica 2016-2017. Sulle date non è stato possibile accertare che si tratti di quelle realmente riportate nelle transazioni, o di quelle relative alla pubblicazione degli atti.

Il giudice Ovviamente, come sottolinea Eduardo Chiacchio, legale del Perugia Calcio, su Grifotube, il visto di esecutività può essere «elemento di fondamentale importanza», ma «non è decisivo», in quanto «ci sono elementi decisivi presentati in altre sedi». Vale lo stesso principio per le informazioni relative al sito ‘transfermarkt.it’. In entrambi i casi parlano le carte. Mentre il giudice sportivo della Serie B, Emilio Battaglia, ha sentenziato sul respingimento, occorrono fino a 3 mesi per gli eventuali tre gradi di giudizio.

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