di Lucia Caruso
Twitter @LuciaCaruso3
Come sempre la Curva Nord non si smentisce. Dopo aver dominato gli spalti anche a Modena martedì scorso, con oltre 900 tifosi che hanno accompagnato la squadra (nonostante il giorno infrasettimanale e l’orario assurdo) dando spettacolo al Braglia, torna per la partita casalinga contro il Brescia ancora più infiammata.
Fotogallery: lo spettacolo della Nord
Dopo lo spettacolo a Modena E’ il terzo sabato consecutivo al Curi e l’entusiasmo non smette di crescere, anzi coinvolge e travolge anche semplici appassionati e non addetti ai lavori che scelgono la Nord per godersi la partita tra i cori biancorossi. La Curva comincia a riempirsi presto. C’è tensione tra gli spalti dopo i due pareggi consecutivi del Perugia e quel Brescia che mette ansia perché reduce del pareggio col Lanciano e forte della sua rosa di giocatori di categoria, spera di portare a casa almeno un punto.
Sold out Parte l’ inno e una pioggia di coriandoli biancorossi ricopre la curva. Il sole è forte e la Nord è sold out quando l’arbitro fischia l’inizio della partita. Via ai cori a ritmo battente, non conosceranno tregua fino alla fine della gara. La squadra corre, suda, lotta contro un Brescia che vuole difendersi a tutti i costi. E la curva suda e lotta con la squadra senza fermarsi, senza prendere fiato.
Bresciani annichiliti Dalla città lombarda sono arrivati un centinaio di tifosi ma dalla sud non arriva neanche il minimo eco. Bresciani non pervenuti. Se non fosse per il fatto che in un autogrill sull’autostrada A1 il gruppo di ultrà bresciani diretto a Perugia, nella tarda mattinata ha incontrato e si è scontrata con i tifosi del Verona diretti a Roma per la partita da disputare con la capitale alle 18. Oltre 100 le persone coinvolte nella maxirissa, un ferito tra gli ultrà del Verona e l’ipotesi di un daspo collettivo: questo il bilancio del prepartita. Per loro tuttavia, dalla Nord, nessun insulto…come se non ci fossero.
Lo striscione Ma torniamo alla partita. La Nord non è solo cori e bandiere che sventolano al cielo. I tifosi, come sempre, approfittano dell’occasione per lanciare il loro messaggio di impegno sociale. E questa volta la solidarietà va ai lavoratori della Grifo Latte a cui dedicano uno striscione che srotolano al diciottesimo minuto del primo tempo: “Vicini ai lavoratori della Grifo Latte”.
La pressione della Nord I Grifoni hanno voglia di segnare e tutto il Curi li incita «Noi vogliamo questa vittoria», ma si conclude un primo tempo a porte inviolate. Il Perugia ha sprecato tanta energia e a seguito del turno infrasettimanale la stanchezza si fa sentire. Dopo lo spogliatoio i ragazzi di Camplone però tornano in campo con lo spirito giusto. Tante le occasioni per penetrare la porta avversaria ma la difesa delle ‘rondinelle’ non lascia spazio. La curva vuole spingere e spinge e, dopo una sciarpata memorabile, comincia a sfoderare i suoi cori vincenti, quelli dei grandi gol. Ed è su un classico che ne ha accompagnati tanti di gol «…Sono i tuoi colori magici che ci fan venire i brividi» che Taddei con astuzia va ad acchiapparsi un rigore. E’ lui a batterlo. I capi ultrà si preparano sulle balaustre. Sanno che quella palla deve entrare a tutti i costi. Ci vuole concentrazione, è necessaria l’attenzione di tutto lo stadio e soprattutto occorre sguainare il coro giusto. Il tempo che Taddei si posiziona sul dischetto e le sciarpe sono tese, le bandiere spiegate come vele, il coro parte. Da destra a sinistra, dal parterre alla cima, tutti i gruppi cantano all’unisono. Non c’è uno che non metta tutta la forza della sua voce in quel canto, che diventa quasi una preghiera. Una preghiera che recita a gran voce tutto lo stadio: «Che fatica che ti chiedo dai Perugia facci un gol», è sul boato la palla trafigge la rete. E’ gol.
Il gol Il Perugia è in vantaggio. La curva esplode. Tutto lo stadio è un tripudio di bianco e di rosso. L’esultanza travolge persino gli steward che cominciano a cantare con le spalle al campo per guardare quella curva da urlo.
Squadra e tifo Ancora una volta è la Nord a dettare il ritmo della narrazione. E la squadra lo sente. Sente il fiato sul collo di quella devozione unica, sente la carica emotiva che dagli spalti arriva in campo con vigore, sente l’attaccamento alla maglia che va al di là di eventuali errori, al di là del risultato finale. E non si attarda a rispondere con quella stessa devozione, con impegno, grinta e sudore. Gli abbonamenti superano quota 7mila, il presidente Santopadre rinnova l’inchino sotto la curva e i Grifoni tengono la vetta. E’ vero che – come ha sottolineato più volte Camplone – dobbiamo stare con i piedi per terra perchè la strada è ancora lunga, ma è pur vero che giunti alla sesta giornata di campionato il bilancio è a dir poco invidiabile. E lo sappia chi ancora deve venire al Curi, non c’è solo la prima da battere, ma una curva esplosiva.
