di Barbara Maccari
Una favola, quella dell’Afrotiberina Real de Banjul, diventata realtà. La squadra, 25 ragazzi, tutti dai 18 ai 24 anni, provenienti principalmente dal Senegal e dal Gambia, arrivati nel 2014 coi barconi in Sicilia, a poco più di un anno dalla sua fondazione, ha vinto con una giornata di anticipo la seconda serie del campionato amatoriale Uisp Umbria.
La storia Far passare del tempo in maniera costruttiva a 25 ragazzi richiedenti asilo politico. Questa era l’idea che Arcisolidarietà Ora d’Aria aveva in mente, poi qualcosa è cambiato e il progetto ha iniziato a diventare serio. Tante le difficoltà iniziali: mancavano le divise, le scarpette, i parastinchi, i campi per allenarsi, i mezzi per spostarsi, c’era però la voglia di stare assieme, l’amore per il calcio e soprattutto c’erano quelle storie terribili di sofferenza, morte e dolore da mettersi alle spalle. Chi ci ha creduto da subito, nonostante il clima di diffidenza e sospetto che c’era a Città di Castello, sono stati Claudia Belli e Giacomo Barni. ‘Giachi’ come lo chiamano i ragazzi, è diventato più un amico ed un confidente che un allenatore, i ragazzi con lui si sono aperti, si sono liberati di quei ‘macigni’ che portavano nel cuore, raccontando storie strazianti di soprusi, violenze.
Iscrizione campionato In questi ragazzi c’era comunque del potenziale, così Giacomo ha iniziato a dare loro delle regole, una disciplina, dei ruoli, un gioco di squadra e loro lo hanno seguito entusiasti. Dopo alcune partite di rodaggio, il passo successivo è stato quello dell’iscrizione al campionato amatoriale Uisp Umbria, diventando così una società, l’Afrotiberina Real de Banjul. Il clima attorno alla squadra, inizialmente freddo, distaccato e sospettoso, è col tempo cambiato, così grazie alla generosità di alcuni imprenditori altotiberini, sono iniziati ad arrivare i primi sponsor per le divise, per le attrezzature, perfino un calendario realizzato dai ragazzi per autofinanziarsi.
Vittoria campionato Ad ottobre 2015 le prime gare del campionato e da subito si era capito il grande potenziale della squadra, tanto che Giacomo, spavaldo aveva dichiarato: «Siamo ambiziosi, preparati fisicamente e ora anche tatticamente, saremo un osso duro da battere per chiunque, puntiamo alla parte alta della classifica». Vetta che i ragazzi dell’Afrotiberina non hanno quasi mai abbandonato, tanto da riuscire a coronare il proprio sogno con una giornata di anticipo, grazie al roboante 6-2 rifilato venerdì a La Laterna Agella.
Futuro Un bagaglio di bellissimi ricordi che sicuramente questi ragazzi si porteranno dietro per tutta la loro vita, in Italia o in Europa, questo saranno loro a deciderlo al momento del rilascio del visto. «Perché abbiamo vinto? Forse perché siamo giovani e pieni di risorse, forse perché ci piace tantissimo il pallone, forse perché abbiamo costruito un‘idea di squadra nel corso di due anni di lavoro costante, graduale e lungimirante; sicuramente perché ci siamo voluti bene ininterrottamente per un anno – scrivono sulla loro pagina Facebook – Intorno a noi un manipolo di strani individui, ancora in vena di azioni gratuite, armati di automobile e telefono, senza i quali ci resta difficile capire cosa ci saremmo potuti inventare per presentarci pressoché in orario ed al completo ad ognuno dei 21 appuntamenti che il calendario ci ha presentato. Grazie a loro, a chi era in campo e a bordo campo, chi ha atteso in panchina inneggiando le gesta dei compagni, chi ha fatto il guardalinee, agli avversari che ci hanno corso dietro imprecando per poi stringerci la mano a fine match, a tutti gli arbitri, che se ne vanno come sono venuti, ma di cui ricorderemo sempre le sembianze. Guardando avanti ora abbiamo tutti un pò più di fiducia. Troppe le incognite se si vuole programmare il futuro; sotto i nostri piedi sentiamo ancora il mare che ci ha portato via dall’Africa, ma siamo tutti certi che passeranno decenni e – qualunque terra ci accoglierà per farci giocare e vivere – ci rincontreremo per raccontarci di questa memorabile stagione calcistica lungo le sponde di questo fiume».
