di Stefano Bagliani
La notizia del ritorno di Luciano Angelucci, e non solo il suo, in seno al Cannara ha scatenato grandi entusiasmi nella piazza rossoblù e non poteva essere altrimenti, soprattutto in considerazione del distacco che si era creato fra la società e la città, non tanto per la retrocessione di quest’anno, amara quanto si vuole, ma comunque parliamo di un comune di poco più di 4 mila abitanti che partecipava alla serie D: ci sta…
Il chiarimento «Tengo a sottolineare che non avrò ruoli operativi, farò parte del direttivo insieme ad altre persone e a breve ci riuniremo per stabilire le varie cariche, nessuna delle quali è stata ancora decisa. Però mi fa piacere che idi questo nuovo progetto, ripartito grazie all’impegno di Reno Ortolani, faranno parte diverse fasce di età della nostra città.»
Prima di tutto i meriti «Il Cannara ha fatto molto in questi anni di serie D, occorre quindi dare grande merito a chi l’ha gestita soprattutto senza la Festa della cipolla, ottenendo grandi risultati sia a livello di prima squadra che di settore giovanile, cosa in quest’ultimo caso avvenuta anche quest’anno un po’ in tutte le categorie. In più ci sono state anche tante operazioni con società professionistiche, altro punto di merito. L’unico neo è che si sente il bisogno di riavvicinare la base dei cannaresi alla squadra.»
I nuovi obiettivi «Vogliamo riuscire a fare in modo che il Cannara abbia di nuovo una dirigenza che rimetta in pista una società che ricalchi il passato glorioso, di valori e di quell’esperienza durata ben 26 anni. Dovrà essere una società solida e giovane, io ho 64 anni e infatti sarò, diciamo così, a tempo… Stiamo provando a fare un mix con la nostra esperienza e giovani vogliosi che permetta di rappresentare la più ampia fetta di cannaresi. Al nostro fianco ci sarà ancora la Umbra Group, senza la quale avremmo fatto ben poco rispetto a quanto invece siamo riusciti a compiere. L’idea principale è quindi quella di riportare i cannaresi allo stadio e di ricondurre a sposare il progetto ai tanti ragazzi di Cannara che giocano nelle squadre limitrofe. Non dobbiamo vincere per forza, ma ricreare l’ambiente giusto, più consono ad una realtà come la nostra.»
