Dan. Cibr.
«Che settimana è stata? Una di quelle… Normalissima. I ragazzi hanno assorbito il pareggio con il Prato, hanno lavorato bene, si sono allenati in tranquillità». E il Pisa? «La delusione dell’anno scorso (quella dei playoff, ndr) è stata abbondantemente digerita. Quel che ancora non abbiamo mandato giù è il risultato in campionato di quest’anno, all’andata. Uno a zero per loro: gli unici a batterci al Renato Curi in questa stagione».
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Favori da restituire Groppo in gola e parole, voglia di rivalsa e obbligo di vincere sono tutti di Andrea Camplone. Manco a dirlo: «Dopo il pari con il Prato, c’è grande voglia di ritornare a correre». All’Arena Garibaldi il Grifo troverà un Pisa che «dopo il cambio di allenatore ha iniziato a giocare a calcio. Il Pisa è una buona squadra, che gioca e lascia giocare. Spero affronterà l’impegno a viso aperto». Difesa a tre o a quattro uomini per i toscani? «Dipende», risponde Camplone. «Dipende da cosa hanno visto in noi. Se vuoi fermare Fabinho, comunque, l’opzione più logica è raddoppiare sulle fasce, quindi schierarsi 4-4-2. Noi in ogni caso siamo pronti ad affrontare qualsiasi modulo: rispettiamo il Pisa, sì, ma dobbiamo prendere questi tre punti».
A Pisa come a Lecce Nella scelta degli interpreti, Camplone avanza in direzione remake dell’undici anti-Lecce. A Pisa i biancorossi quasi certamente riproporranno il 4-3-3 vittorioso in Salento, con Vitofrancesco ancora terzino (destro), con Comotto sulla corsia opposta, con Massoni e Scognamiglio coppia centrale. Di fronte al centrocampo standard, Moscati-Filipe-Nicco, le percentuali sono tutte a favore del tridente standard, Mazzeo-Eusepi-Fabinho. L’unica variante, possibile ma improbabile, è l’innesto di Sprocati a destra con Mazzeo slittato al centro. Camplone scioglierà i dubbi domenica mattina. «Sprocati sta davvero molto bene in questo periodo», si limita ad aggiungere Camplone.
Due pesi e due misure Da un campo all’altro. Dall’avversario dei grifoni, il Pisa, a quello del Frosinone, il Viareggio di Lucarelli: «Spero Cristiano possa farci un bel regalo». Camplone lo chiama addirittura per nome. «Stupiti? In fondo è uno di noi. Ha giocato con me, con Gattuso e via dicendo nella Primavera del Perugia». Frosinone, Nocerina, giustizia sportiva. Il filo rosso che collega i tre temi è teso e al tempo stesso sottile. «Cosa penso della conferma (in sede di appello, ndr) della pena inflitta ai campani? Che questa storia fa male a tutti, comunque la si veda. Ci fosse stato qualcun altro al posto della Nocerina non so mica se sarebbe finita nello stesso modo». «Mi spiace – continua Camplone – soprattutto per i due allenatori, che ora rischiano di stare fuori tre anni». Rimbalzando di argomento in argomento, poi, riportando il Frosinone alla mente, il tecnico conclude: «Ci sono state molte ‘cose strane’, si sono fatte tante chiacchiere. Per me si sono utilizzati metodi di valutazione diversi».
