di Barbara Isidori
Dopo lo tsunami mediatico che ha coinvolto il ds perugino Roberto Goretti la società biancorossa ha deciso di dire la sua e di prendere una posizione netta sulla vicenda. A parlare è stato ovviamente il presidente perugino Massimiliano Santopadre. Giornata dura per il patron biancorosso che prima della conferenza stampa si è confrontato con i tanti tifosi presenti al Curi. Insieme a lui a parlare dei fatti anche lo stesso Goretti. Le facce sono tese e di certo l’aria non è delle migliori perché invece di parlare di calcio giocato bisogna parlare di ben altro.
VIDEO, SANTOPADRE: «ME L’AVEVA DETTO»
La decisione del presidente Poche chiacchiere per il numero uno perugino. Lui le idee sembra averle chiare e dice subito la sua: «La società – spiega – farà luce sulla vicenda ma io non sono né l’avvocato né il giudice di Goretti e per quanto mi riguarda posso solo dire che con lui ho vissuto momenti difficili ma ripagati da grandi gioie per il grande lavoro che ha svolto. Parlo da presidente e mi assumo una grande responsabilità dicendo che Goretti resta a fare il direttore sportivo del Perugia». Decisione molto forte quando tutti si aspettavano le dimissioni del dirigente perugino. «Ho sempre creduto nei valori di unione dei membri della società e di non lasciare solo nessuno. Non mi sentirei con la coscienza a posto – aggiunge il presidente – se lo lasciassi solo in questo momento. Chiedo un atto di fiducia a tutti per questa società e per questa mia scelta, forse, rischiosa. Chi crede in me deve darmi ragione fino a che Goretti non sarà condannato. In quel caso si prenderà un grande calcio nel culo». Santopadre dunque prosegue la sua avventura con il Grifo con accanto il suo fidato Goretti. Il tempo gli darà o meno ragione.
ALCUNI TIFOSI CHIEDONO LE DIMISSIONI
Palla a Goretti Non può parlare molto su consiglio dei suoi legali ma il ds biancorosso ci tiene a spiegare la sua versione dei fatti. «Perugia – ha detto – è una parte importante della mia vita da giocatore prima e dirigente poi e l’importante è che la questione non tocchi la squadra e la società. Ho letto sui giornali di questo mio presunto coinvolgimento e per il momento non ne sappiamo altro. Devo aspettare per ristabilire la realtà dei fatti. Il sottoscritto non ha venduto, combinato o aggiustato partite di calcio. Lo sottoscrivo con la mia faccia. Le intercettazioni? Sono leggerezze che ho fatto alcuni anni fa e basta ed io voglio continuare a fare il mio lavoro con grande serenità e determinazione. Me lo impongo perché fa parte del mio modo di essere. Mi aspetto di poter chiarire davanti alla Procura tutta la vicenda». Sperando che ovviamente tutto si chiarisca le dichiarazioni di Goretti però lasciano spazio a molto dubbi. Una sorta di ammissione di responsabilità quando parla di «leggerezze». Forse certe parole sarebbe meglio non affermarle in modo tanto leggero.
Leggerezze La parola risuona un po’ pesante nonostante significhi il contrario. Non sarà bene fare chiarezza? «Truccare una partita non è una leggerezza. Io – ha spiegato – voglio andare avanti con lui perché è doveroso farlo per il lavoro che ha svolto per il Perugia. Io mi sento padre e fratello maggiore e non posso linciare una persona finché non si è accertata la sua colpevolezza». Davvero la società però era all’oscuro di tutto? «Roberto mi aveva detto della possibilità che uscisse questa cosa qualche mese fa e avevo risposto che avremmo risolto la questione quando si sarebbe presentata; ma non possiamo essere né giudici né avvocati della vicenda. Quando l’ho saputo è chiaro che le cose mi hanno fatto impressione ma non bisogna ingigantire tutto come fanno i giornalisti. Delle intercettazioni è stato estrapolato quello che volevano. La verità uscirà e sarà diversa».
Società al sicuro Molta preoccupazione si è sollevata per la vicenda quando si è pensato ad un possibile coinvolgimento per il Perugia. Il passato non tanto remoto è ancora un ricordo ancora vivo. Santopadre però rassicura tutti. «Il Perugia è completamente estraneo alla vicenda perché all’epoca dei fatti noi non c’eravamo nemmeno. Vi prego ancora una volta. Ridatemi fiducia e fidatevi del mio istinto. Adesso dobbiamo solo pensare a Lanciano. Tutta la mia concentrazione si deve indirizzare alla squadra e a questo momento non semplice del campionato. Non crocifiggiamo la persona perdendo tempo ed energia».
Poche chiacchiere Ancora il presidente ci tiene a precisare che gli sforzi vanno indirizzati al campionato: «In questo momento – aggiunge – chiedo solo un ulteriore atto di fiducia. La squadra è fatta anche da giocatori che hanno avuto problemi con questa questione per omessa denuncia, e non per scommesse, e questo potrebbe dare adito a chiacchiericcio. Vi prego di credere ancora di più nel nostro progetto e di non pensare a queste falsità». E la squadra? «Grande abbraccio da parte di tutti i ragazzi, la società si è stretta intorno a lui dandogli solidarietà. Non perché giustifichiamo certi atti ma perché crediamo che non li abbia commessi lui».
I tifosi Di ben altro avviso sono però alcuni tifosi biancorossi, che fuori dal Curi hanno fermato il direttore sportivo dicendogli che deve dimettersi o almeno sospendersi dall’incarico e tenere fuori il Perugia da questa faccenda perché «già sappiamo cosa significa avere gli occhi puntati dei palazzi del calcio e della stampa».
