di Ma.Ma.
Si fosse votato una settimana o al massimo dieci giorni dopo l’eliminazione al primo turno dell’Italia dal mondiale Brasile 2014, il presidente della Figc sarebbe stato sicuramente Carlo Tavecchio, che pure resta il favorito numero uno a prendere il posto del dimissionario Abete, nonostante nel frattempo ci sia stata la discesa in campo di Demetrio Albertini e la polemica, tutt’ora aperta, di Andrea Agnelli, che di Tavecchio non vuole proprio sentirne parlare.
La situazione Tavecchio ha in tasca la fiducia dei due terzi dei votanti per la votazione in programma il prossimo 11 agosto e, al momento, non si vede come possa avvenire una retromarcia in quanti hanno si sono già espressi a favore di un dirigente di lungo corso, che ben conosce la “macchina del calcio” e quella della comunicazione: Tavecchio è “figlioccio” dell’ex presidente ternano di Capitone di Narni, Elio Giulivi, potentissimo dirigente a capo della Lega Dilettanti negli anni ’80-’90; politico abile, abituato alle battaglie letterali.
La gaffe Salvo che, anche un consumato dirigente come lui, è incorso in una gaffe di dimensioni notevoli tanto è vero che il web gli si è rivoltato contro, e non solo quello. Tavecchio ha parlato di «calciatori stranieri che prima di approdare in Italia mangiavano banane e qui fanno i titolari». Una espressione infelice che potrebbe pagare a caro prezzo, a sfondo razzistico e, fatte le dovute proporzioni, il caso richiama alla mente quello del prefetto di Perugia Rappucci, rimosso dall’incarico per un’espressione infelice non smentibile in quanto documentata in un video.
Calcio spaccato Tavecchio per ora ha fatto fronte a chi lo accusa di essere il “vecchio” elencando i mille progressi del movimento del calcio dilettantistico gestito in maniera manageriale con una costante formazione dei dirigenti e con una visibilità al passo con i tempi. Il calcio italiano è spaccato, ma questa non è una novità, le grandi manovre sono in atto, e Ulivieri per gli allenatori e Tommasi per i calciatori non hanno ancora espresso il loro candidato.
Repace alla Lnd? Ma è chiaro che, se Tavecchio va a capo di tutto il calcio italiano, si libera la poltrona di presidente della Lega Dilettanti. Ed è un bel rompicapo: Alberto Mambelli, vicepresidente anche lui con trenta anni di esperienza, ci punta forte, ma Sorrentino, presidente del Comitato della Calabria e Luigi Repace di quello dell’Umbria, sono pronti al grande balzo. Repace ha buone frecce al suo arco, che passano da amicizie politiche e del governo calcistico: Carraro e Matarrese hanno un peso importante, a dispetto di chi pensa che siano dei pensionati.
