Il rigore di Baggio a Usa '94

Inizia oggi il percorso di avvicinamento di Umbria24 ai Campionati mondiali di calcio, che partiranno il 12 giugno. Vivremo il countdown con 11 puntate dello speciale ‘Aspettando Brasile 2014’: un percorso tra storia, aneddoti, curiosità con la speranza che sia di buon auspicio per gli Azzurri

ASPETTANDO BRASILE 2014: TUTTE LE PUNTATE

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di Leo Forleo

La partita di esordio ad un Campionato del Mondo è sempre particolare e molto difficile. Le difficoltà, spesso, prescindono dal valore degli avversari ma derivano da una serie di fattori essenzialmente psicologici. La Nazionale Italiana, per il valore e la tradizione, è sempre annoverata tra le favorite e, generalmente, arriva a questo appuntamento dopo un lungo ritiro che ne aumenta l’attesa già, di per sé, spasmodica. Inoltre, l’aspettativa dei tifosi e italiani tutti è ulteriormente appesantita dall’attenzione asfissiante dei media (quotidiani sportivi e non, telegiornali, trasmissioni televisive, ecc).

Aspettando Brasile 2014: tutte le puntate

Ricordo l’eccessiva ansia e gli inevitabili stenti dell’esordio mondiale dell’82 contro la Polonia (un anonimo 0-0 ma poi sappiamo come andò a finire…) o il sofferto ma vincente ed emozionante 1-0 all’Austria nel Mondiale casalingo del 1990 o, addirittura, l’incredibile sconfitta con la modesta Irlanda al debutto nel Mondiale del 1994, Mondiale che, poi, fummo ad un passo dal vincere.

Partire bene è importante, può trasmettere fiducia e serenità ad un gruppo inevitabilmente nervoso ed, il più delle volte, una vittoria può già voler dire ipotecare il passaggio del turno.

E’ l’11 Giugno del 1998 quando, in un uggioso pomeriggio a Bordeaux, la Nazionale Italiana fa il suo esordio ai Campionati del Mondo di Francia. E’ una Nazionale dalle enormi potenzialità, che può schierare un attacco tra i più pericolosi tra le nazionali in gara, formato – nelle intenzioni del CT – dal tandem Vieri-Del Piero (e che può avere in panchina un rincalzo come Baggio!), con una difesa tra le migliori della storia della Nazionale (Maldini-Nesta-Cannavaro-Costacurta) ma che ha, forse, nella guida tecnica il suo punto debole. Infatti, il CT Cesare Maldini, che adotta un modulo di gioco difensivista, ormai superato, non si dimostrerà all’altezza dell’arduo compito che lo attende. Inoltre, il giocatore più atteso e nel quale riponiamo le nostre maggiori aspettative purtroppo non é in buone condizioni.

Costui è Alessandro Del Piero. Lo juventino viene da una stagione da record: capocannoniere di Champions con 10 reti, alcune delle quali meravigliose, che porteranno la sua squadra a giocare (da favorita) la finale; 21 reti siglate nel Campionato appena giocato e vinto dalla Vecchia Signora. Purtroppo, già la finale di Champions (giocata e persa contro il Real Madrid) lo ha visto protagonista a “mezzo servizio” per colpa di un precedente infortunio. La sua preparazione al Mondiale é differenziata rispetto ai compagni di squadra e, ad un certo punto, si mette in discussione la sua stessa partecipazione. Partecipazione che comunque avviene ma l’attaccante azzurro non riesce ad incidere come tutti si aspettavano: questa, secondo molti, una delle cause del piccolo fallimento di quel Torneo.

In quel pomeriggio francese ci troviamo davanti il Cile degli “italiani” Zamorano e Salas, una squadra ostica che renderà il nostro esordio non facile. Noi, di contro, schieriamo la formazione attesa alla vigilia con una sola novità: il codino Baggio al posto, appunto, di Del Piero.

Quella di Roby Baggio è una partecipazione mondiale alquanto particolare: infatti, viene convocato quasi a furor di popolo. Il talento azzurro, dopo i 5 anni alla Juventus ed i 2 al Milan, viene pressoché dimenticato dalle big del Campionato Italiano che lo considerano ormai sul viale del tramonto ed accetta, per la stagione 1997-98, la proposta del Bologna. Una scelta coraggiosa e vincente: quell’anno Baggio disputerà un campionato a dir poco entusiasmante, segnando la bellezza di 22 reti (il record personale in campionato) e la sua convocazione ai Mondiali fu quasi inevitabile.

La partita contro i cileni inizia nel migliore dei modi: dopo 10 minuti di gioco un micidiale contropiede dei nostri mette Vieri in condizioni di battere a rete, sinistro di Bobo e 1-0. Ma, purtroppo, è quel che si può chiamare un “fuoco di paglia”. La nostra squadra non riesce a controllare la partita come dovrebbe e, soprattutto, non è in grado di mettere al sicuro il risultato. E così i cileni prendono coraggio, si fanno pericolosi e con il laziale Salas assestano un micidiale uno-due a cavallo dell’intervallo: 2-1 per loro al 50° e tutto da rifare.

E’ evidente che siamo in difficoltà e non riusciamo a essere pericolosi. Il CT Maldini tenta il tutto per tutto: fuori Di Livio e Vieri per gli attaccanti Chiesa ed Inzaghi ma anche questa mossa non si rivelerà vincente. Dobbiamo sperare, allora, in un episodio, una mischia, magari un colpo di genio.

E chi, se non Roby Baggio, può rendersi protagonista di tale colpo di genio. Siamo a circa 5 minuti dalla fine quando il fantasista della Nazionale, con un’azione personale sulla destra del fronte di attacco azzurro, lascia partire un cross che va a sbattere nettamente contro il braccio di un difensore cileno che è in area: per l’arbitro ci sono pochi dubbi, è rigore. Qualcuno insinuerà che il nostro attaccante abbia scagliato di proposito quel pallone contro il braccio dell’avversario e questa tesi affascinante non è stata mai smentita dal protagonista; ma tant’è, di proposito o no, è rigore ed abbiamo l’occasione di recuperare un match quasi irrimediabilmente compromesso.

E’ proprio Roby Baggio che prende il pallone e lo piazza sul dischetto ed in quel momento succede qualcosa di straordinario: lo ricordo benissimo, ero da solo a vedere quella partita e l’inquadratura degli occhi e dell’espressione di Baggio mi fece intuire. Tutto d’un tratto non siamo più sotto la pioggerellina fastidiosa di Bordeaux ma siamo al caldo umido ed asfissiante di Pasadena. Davanti al Codino non c’è l’anonimo portiere cileno ma, bensì, il campione verdeoro Taffarel. Eh sì, proprio 4 anni prima, Baggio calciava alle stelle l’ultimo rigore della finale con il Brasile facendo impazzire di gioia i nostri avversari sudamericani. Quattro anni sono passati e per Roby Baggio ci sono state vittorie, soddisfazioni, scudetti e coppe vinte ma quell’errore dal dischetto è rimasto come un tarlo nella memoria sua e di noi tifosi. Ed ora, finalmente, la possibilità del riscatto. La storia della Nazionale ai Mondiali si era interrotta con un maledetto calcio di rigore e riprende proprio da qui, benché il valore sia sostanzialmente diverso. Forza Roby, è arrivato il momento di chiudere anche questo conto… basta fantasmi, basta rimpianti, tira questo benedetto rigore e fa gol. E Roby con la mente e le gambe ritorna a Bordeaux, aspetta il fischio dell’arbitro, parte con la rincorsa e tira… e segna! E’ gol! E andiamo!

Finirà così, 2-2, un pareggio sofferto, deludente, ma che alla fine ci regala questa, almeno per me e per i Tifosi come me, emozione fortissima.

Eppure, la Nazionale che veniva da ben 2 Mondiali persi ai rigori (‘90 e ‘94 appunto) e che sembrava aver finalmente esorcizzato, con quella trasformazione di Baggio, questa paura, anche in quel Torneo verrà eliminata ai calci di rigore. Ma questa è un’altra storia.

Twitter: @leo_forleo

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One reply on “Aspettando Brasile 2014. Prima puntata – L’esordio”

  1. Eh sì, il divin codino la riprese a suo modo quella partita. Ottimo articolo, grazie! …ma non dite agli Irlandesi che avevano una squadra modesta nel ’94 😉

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