di Giovanni Baricca
Neppure la promozione matematica dell’Avellino, strappata in extremis, in casa, contro un’ostica Carrarese, è riuscita a rovinare la festa del popolo biancorosso. Che domenica ha finalmente riabbracciato quel Perugia bello e vittorioso che nel corso di questi mesi aveva imparato a conoscere. «Il vecchio Grifo», ammetterà sorridendo lo stesso Andrea Camplone.
«Finalmente il vecchio Grifo» Il Grifo delle artigliate e della pressione continua, delle tante occasioni da gol («Purtroppo sciupate, gettarne alle ortiche cinque o sei francamente è troppo») e della voglia e della cattiveria agonistica. «Solo alla fine, sul due a zero ci siamo allungati e rilassati un po’, ma ci può stare. Saremo pure stati aiutati dal clima – chisa Camplone -, ma a fare la differenza oggi è stata soprattutto la grinta dei ragazzi. Lo si è visto: si sono diverti, hanno corso e toccato duecento palloni. La difesa si è dimostrata sicura, anche in fase di impostazione». Il tre a zero che tanta grazia è riuscita a produrre? Una lezione di vita: «Se giochiamo ‘ognun per sé’ fatichiamo il doppio e non raccogliamo niente. È lavorando tutti insieme che si ottengono i risultati». Una punta di veleno, Camplone, la riserva all’Avellino ormai promosso: «Quindici rigori sono un intero girone, di andata o di ritorno, in questo cortissimo campionato a sedici a squadre». Uno sguardo al futuro: «Concentriamoci sulla Paganese. Ai playoff penseremo a tempo debito». E alla fine, in chiusura, due parole per elogiare Italiano all’esordio: «Ha giocato benino. Anzi, ha giocato bene. È difficile rientrare così, in una gara ufficiale, dopo nove lunghi mesi di stop. Tornerà utile ai playoff, come Romano Tozzi Borsoi».
La miglior gara di Tozzi Borsoi È lo stesso centravanti, pochi istanti più tardi, a completare le lodi del regista «che si vede, lo vedono tutti che è di un’altra categoria. Dà consigli tutti in mezzo al campo. E ha un gran pregio: vede i movimenti e le giocate prima degli altri». Una piccola puntualizzazione: «Anche Esposito è molto bravo, ed è ancora giovane. Può fare grandi cose». Tornando al punto, al Prato spazzato via dalla furia biancorossa, è impossibile non parlare della doppietta dell’ex Ternana. «La mia miglior partita in biancorosso? Credo di sì. Se la squadra che hai alle spalle lavora e corre così tanto è facile fare gol per gli attaccanti». Due, appunto. Il primo sugli sviluppi di un calcio piazzato («Sapete, immaginavo avremmo seganto così alla vigilia»), il secondo su rigore. «Dedico entrambi ai miei figli e a me stesso – continua -. È dura stare fuori, ma siamo una squadra: non è una frase fatta, tutti siamo importanti. Di più, in questa stagione tutti, anche chi ha giocato poco, si sta rivelando decisivo». «I playoff – conclude -? Sono partite difficili in cui tutto può capitare. Lavoriamo come abbiamo fatto finora. E vediamo che succede».
