di MA.T
Calci, sputi e colpi di testa: era il titolo dl libro di un ex grifone degli anni 70, impegnato fortemente in politica, idee estremiste per la verità. Oggi quei temi ritornano di attualità: in una settimana si contano 5 episodi di violenza nel pianeta Perugia. A volerli mettere insieme, in un’epoca diversa ci sarebbero voluti degli anni. Cosa accade allora?
Gli episodi A dirla tutta neppure quel calcio da molti rimpianto era uno sport da additare ai giovani, risse e sbrancate sugli spalti, infortuni molto gravi, al limite della intenzionalità come fu quello che interruppe drammaticamente la carriera di Franco Vannini. Il bilancio delle prime battute del nuovo Perugia conta tre espulsioni (Scognamiglio e Lucarelli contro il Savona, con il difensore che colpisce un avversario a gioco fermo), il fattaccio di Ponte S.Giovanni con Comotto che dovrà essere operato al naso e resterà fuori squadra prevedibilmente per più di un mese. E poi c’è da contare anche la sua espulsione per i fatti accaduti. Ma un altro fatto violento è accaduto sempre domenica scorsa, il ferimento di un inserviente. Militi, colpito al volto da Silvano Flaborea, ex calciatore degli anni anni ’60 di Parma e Arezzo, ex allenatore ed osservatore di Milan, Parma e dello stesso Perugia. Una lite per una questione di un ” pass” ed ora, dopo la denuncia del collaboratore del Perugia Flaborea, rischia in virtù del Daspo, di non poter mettere più piede in uno stadio chissà per quanti anni.
Le reazioni Santopadre, a caldo, ha urlato tutta la sua rabbia conto quei calciatori dilettanti che si lasciano prendere dal sacro furore agonistico per non sfigurare contro i colleghi professionisti. Lucarini neo direttore generale, è impegnato su tanti fronti, non ultimo quello di mettere toppe ovunque per riportare la calma. I soli a mantenere un comportamento esemplare sono i tifosi.
Sono parte lesa. Lo è anche il Perugia, sia nel caso Comotto che in quello di Militi perchè le reazioni di chi ha colpito i due tesserati sono assurde, violente. Ma i troppi episodi avvenuti in uno spazio di tempo così ristretto fanno pensare che dall’oggi al domani sia stata perduta l’esperienza, la calma, lo stile Agnolin , il dirigente di oltre 45 anni di esperienza che aveva contribuito a far vincere al Perugia il premio fair play.
Le scuse di Gibbs Intanto come diffuso da alcuni media locali il giocatore Gibbs, autore dello scontro contro Comotto fa giungere le sue scuse a quanti erano presenti in campo, sottolineando come il suo fosse stato un gesto non voluto, ma una reazione a caldo ed evidenziando come questi gesti non sono da vedere. Mente rivolgendosi al giocatore ferito spiega che da lui avrebbe ricevuto una ‘manata’ in faccia che ha determinato la reazione. Quindi si dice disponibile a un chiarimento ‘faccia a faccia’. Infine esclude entrambi le società da ogni responsabilità e a riprova della sua posizione – spiega – c’è l’esito della reciproca espulsione.
