di Chiara Fabrizi
Il commercialista folignate Paolo Ernesto Arcangeli è il nuovo presidente della Valle umbra servizi (Vus), dopo averne presieduto il collegio sindacale. Con lui nel Consiglio di amministrazione siede un altro folignate, il prof Daniele Mantucci, mentre è stata confermata l’avvocato Giada Guanciarossa, originaria di Nocera Umbra, che già faceva parte del board della multiservizi e può restare al proprio posto per il secondo mandato. Questo l’esito dell’assemblea dei soci della spa dei 22 Comuni tra Foligno, Spoleto, relativi comprensori e Valnerina.
La proposta di Arcangeli presidente con Mantucci e Guanciarossa consiglieri è arrivata dal sindaco di Foligno, Stefano Zuccarini. A votarla i sindaci e gli assessori delle amministrazioni comunali di centrodestra, mentre il centrosinistra è andato in ordine sparso: Spoleto ha proposto invano l’inserimento di Raphael Rossi in Cda e poi espresso voto contrario, Spello e Montefalco si sono astenuti, così come si è astenuta un pezzo di Valnerina, con Cascia, Sant’Anatolia di Narco, Poggiodomo e Vallo di Nera, che ha chiesto invano il riconoscimento di un consigliere per la Valnerina, mentre Preci e Scheggino hanno sostenuto la proposta di Zuccarini. Non hanno partecipato Norcia, Sellano e Monteleone di Spoleto.
Raggiunto telefonicamente Arcengeli ha detto: «Sono grato ai sindaci che mi hanno votato e anche a quelli che non lo hanno fatto, così avrò modo di farli ricredere. Continuerò il lavoro compiuto dal presidente uscente Rossi, che in sei anni ha trasformato Vus – ha detto – in un’azienda di alto livello e lo farò avendo al mio fianco fortunatamente il direttore generale Ranieri».
Il rinnovo del Cda della Vus, che per i 22 Comuni soci gestisce rifiuti e acqua, è stato accompagnato da diversi scossoni, molti dei quali si sono consumati sottotraccia senza conferme né commenti. Alla luce del sole, o quasi, è avvenuta solo l’iniziale proposta di modifica dello Statuto di Vus, che era finalizzata alla revoca dei limiti di mandato per gli amministratori della spa pubblica. Un tentativo, questo, che non sarebbe stato concertato con i sindaci e gli assessori soci e per questo è apparso fin da subito non soltanto discutibile, ma anche velleitario, perché per modificare lo Statuto serve la maggioranza dei tre quarti dei soci, quindi la necessità di un accordo politico tra gli amministratori dei diversi schieramenti politici.
Dopodiché della vicenda nessuno ha più voluto parlare. Alcune indiscrezioni hanno riportato di un tentativo di Zuccarini di trovare un accordo col sindaco di Spoleto, Andrea Sisti, per confermare il terzo mandato del Cda guidato dall’ormai ex presidente Vincenzo Rossi, così da permettergli di completare gli investimenti del Pnrr, in cambio di un consigliere di amministrazione da riconoscere a a Spoleto e quindi al centrosinistra. Un’operazione, questa, che la maggioranza di Sisti avrebbe bocciato sia per l’ininfluenza di un consigliere che per le critiche serrate riservate alla gestione di Vus con Rossi presidente. A complicare il quadro, inoltre, anche i tempi tecnici divenuti strettissimi per l’eventuale modifica di Statuto, che avrebbe dovuto comunque essere prevista per la deroga del terzo mandato e forse passare per i consigli comunali. Altre indiscrezioni, invece, raccontano di un’apertura di Zuccarini alla definizione congiunta di un Cda rispettoso sia degli equilibri politici che di quelli territoriali. Una via, questa, che il centrosinistra spoletino non avrebbe voluto percorrere per pura contrapposizione politica. Indiscrezioni, niente di più, a fronte di un’unica certezza: i sindaci di centrodestra hanno nuovamente eletto con un forcing il Cda della Vus, che più di prima batte bandiera folignate.
Il 31 luglio in una nota è intervenuta la giunta comunale di Spoleto «stigmatizzando le modalità adottate per la nomina del nuovo Cda», sostendo di «aver lavorato per garantire all’azienda una nomina di vertice all’altezza delle sfide che dovranno essere affrontate, delle problematiche legate alla gestione dei rifiuti e del sistema idrico, in un periodo storico che non consente approssimazioni e sottovalutazioni. Il nome proposto per la presidenza è stato quello di Raphael Rossi, la cui pluriennale esperienza a servizio di società e amministrazioni pubbliche su temi centrali come ciclo dei rifiuti, igiene urbana, ciclo idrico integrato, riorganizzazione aziendale è conosciuta, certificata e sempre positivamente valutata. Purtroppo l’azione del sindaco di Foligno Stefano Zuccarini ha seguito unicamente il criterio dell’appartenenza politica, senza alcuna condivisione, forte delle percentuali ma povero di prospettiva. Tutto questo è avvenuto nonostante Spoleto, secondo Comune per quote societarie, insieme ad altri comuni soci, abbia cercato di anteporre a questa logica meramente spartitoria questioni di merito, individuando una figura che, per competenze e curriculum, sarebbe senza dubbio stato in grado di sostenere le responsabilità di un’azienda così importante per i 22 territori che ne fanno parte. Il voto espresso dall’assessora Agnese Protasi non poteva quindi che essere contrario, così come non potevano essere avallate le modifiche allo Statuto che prevedevano l’introduzione dei tre mandati, invece di due, per la carica di presidente. La giunta comunale di Spoleto, pur non condividendo questo modo di intendere la politica e la gestione della cosa pubblica, sempre più avulsa dal merito delle questioni e delle problematiche che interessano tutti i cittadini e le cittadine, continuerà a lavorare per migliorare l’efficienza dei servizi garantiti dalla Vus».
