di C.F.
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Dalla pedonalizzazione delle piazze alla raccolta spinta porta a porta, passando per un Piano comunale della bellezza e agevolazioni per la concessione di terre ai giovani che vogliono avvicinarsi all’agricoltura. C’è questo, ma anche molto altro, nell’appello che Legambiente ha rivolto ai sei candidati sindaci della città chiamati, prima di tutto, «ad approvare al più presto un regolamenti di tutti gli istituti di partecipazione comunale, valore mortificato e disprezzato in questi anni».
Basta strade e villette A meno di una settimana dal voto l’associazione ambientalista mette in fila quelle che a suo avviso rappresentano le priorità della città. A cominciare dallo stop al consumo del territorio, «perché – si legge in una nota – Spoleto non ha bisogno di nuove strade, né villette, capannoni o centri commerciali, bensì di manutenzioni, prevenzione del rischio idreologico e rigenerazione urbana». Tema, quest’ultimo, particolarmente caro a Legambiente, sempre pronta a pungolare gli amministratori su pedonalizzazioni e nuove mobilità.
Pedonalizzazioni e mobilità In particolare, al prossimo governo cittadino si chiede di liberare le piazze delle auto, «ripensando i collegamenti tra periferia e centro, senza i quali – sostengono – i percorsi meccanizzati risultano insufficienti. Servono ampie zona 30 km/h per consentire a ciclisti e pedoni di appropriarsi della città, non è vero – insistono – che Spoleto non può diventare una città ciclabile: se venisse garantita la possibilità di muoversi in sicurezza quanti studenti, lavoratori, cittadini potrebbero spostarsi con la bici per i loro percorsi quotidiani?». Il cambio di passo, poi, «migliorerebbe la qualità dell’area, diventata irrespirabile anche a Spoleto e permetterebbe di ridurre i consumi energetici destinati al trasporto, in media pari al 70%».
Piano comunale della bellezza Dall’appello, poi, non sfugge il recupero dell’area dell’anfiteatro su cui, nei mesi scorsi, Legambiente ha organizzato una tavola rotonda: «Avevamo chiesto che questa riqualificazione diventasse un laboratorio cittadini e fosse alla base del Piano comunale della bellezza e invece continuiamo a fare i conti con proposte irrealizzabili e approssimative di cui non ne possiamo più».
Rifiuti e agricoltura Inevitabile un forte richiamo alla gestione del ciclo dei rifiuti giudicata fin qui «dilettantistica». Per l’associazione la chiusura di Sant’Orsola, che invece sta riaprendo, deve essere una priorità al pari di «una raccolta spinta porta a porta dei rifiuti e da un’applicazione della tariffa più equa e come strumento determinante per incentivare la raccolta differenziata». Infine, ai futuri amministratori si chiede di «diventare la prima città dell’umbra a dar seguito alla legge con cui la Regione ha definito le agevolazioni per l’accesso alla terra destinate a giovani e nuove agricoltura, accantonando l’ipotesi di vendita dell’azienda agricola di Giano dell’Umbria».
