di M.T.

Ai tempi del Governo Monti c’era chi voleva farlo sparire. Parliamo del tribunale di Spoleto che avrebbe dovuto fare la sorte di altri tribunali minori, ovvero essere accorpati a quello dei capoluoghi di provincia. Lo si salvò, dichiarandolo tribunale dell’Umbria centrale. In quel caso non fu secondario il ruolo svolto dall’allora parlamentare in quota Alleanza Nazionale, Benedetti Valentini che fece il diavolo a quattro per salvare il suo tribunale di riferimento. Ne ricostruisce l’attualità e la storia, il quotidiano La Stampa, parlando del caso Spoleto come emblematico, rispetto ai rallentamenti della giustizia relativamente ai piccoli tribunali. «Spoleto – riporta il quotidiano torinese – assorbì le competenze di Todi e Foligno. Da 80mila a 217mila cittadini serviti. Peccato che contestualmente non abbiano adeguato le piante organiche, però. Chi lavorava a Todi e Foligno fu spostato a Perugia». Per di più chi è andato in pensione non è stato sostituito. In attesa di una nuova promessa da parte del Governo di volere rimettere le mani sulla geografia giudiziaria, ecco l’elenco delle cose che non vanno a Spoleto:

Il viaggio de La Stampa «Su 19 assistenti previsti in pianta organica, ce ne sono 8 in servizio. Su 7 ausiliari previsti, sono appena in due». La Stampa raccoglie la testimonianza di un pm: «Mancano i cancellieri, ed è un vero guaio perché per legge è indispensabile che nelle udienze penali il cancelliere sia presente in aula. Così il calendario delle udienze penali è scandito dalle presenze dei cancellieri, con buona pace della celerità della giustizia». «Siccome poi i magistrati sono troppo pochi – si legge ancora -, a Spoleto si va avanti ancora con le sezioni
promiscue. A seconda dei giorni, gli stessi giudici fanno il civile o il penale. Alla faccia della specializzazione. Si accumulano ritardi nel trasferimento dei fascicoli dal primo grado all’Appello». Dalla relazione del procuratore generale dell’Umbria Sergio Sottani emerge la grave situazione di Spoleto, con l’aumento, in controtendenza con Perugia, di pendenze all’ufficio Gip, tra il 2020 e il 21. Mentre sui tempi dei dibattimenti che vede Perugia in deficit come Spoleto, secondo il procuratore uscente Cannevale «’Può essere stata alimentata dalla gravissima carenza nell’organico dei Vice Procuratori Onorari (3 unità per 6 magistrati togati), e dai conseguenti, serratissimi ritmi di lavoro, che rendono difficile assicurare un approfondito contributo tecnico dell’ufficio requirente nella selezion dei temi e dei mezzi di prova rilevanti nel processo’. Un vero disastro di prossimità»L.

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