Margherita Vicario

Margherita Vicario, 28 anni, cantautrice. Un singolo, un EP, un album nel 2014 e un altro in in progress. Per il cinema, un film con Woody Allen, uno con i The Pills e diverse serie tv per il piccolo schermo. Questa la bio della giovane artista romana protagonista sabato 25 giugno dell’attesa performance inedita attesa a Spazio Indie di Spoleto, il Coworking di via del Mercato che per tutte le sere del Due Mondi propone concerti, mostre, musical e valli.  In vista dell’appuntamento di sabato abbiamo chiesto a Margherita Vicario di raccontarci qualcosa di lei in un botta e risposta di dieci minuti denso di progetti, entusiasmo, mille cose fatte e mille da fare e adrenalina vera.

Citiamo una tua canzone, Per un Bacio e a distanza di quasi due anni dall’uscita di quel singolo ti chiediamo: “Dimmi di che vivi”. La risposta è ancora “Eccola è arrivata, questa è la domanda da un milione. Non la so…”?

Be’ diciamo che in questi due anni me la sono fatta un’idea di quello di cui vivo. Ma nel profondo dell’anima la ricerca è costante. Mi fa ancora strano quando mi chiedono ‘tu che fai nella vita?’ E io rispondo ‘la cantautrice… e l’attrice!’ . Ci vuole una bella faccia tosta. E uno spirito
d’acciaio. Come in tanti altri lavori d’altronde.

Parliamo del futuro. Quali progetti ci sono nel prossimo futuro o e cosa c’è in cantiere?

Ora mi sto concentrando molto su un concerto che farò il 14 luglio a Roma insieme al chitarrista classico Gian Marco Ciampa e l’Orchestra Sinfonica Giovanile di Roma, un progetto che si chiama Leggermente Classica in cui dovrò interpretare grandi successi della musica leggera e alcuni miei brani riarrangiati in chiave classica. Poi sto finendo di scrivere il mio secondo disco e iniziando la preproduzione. In più sto ultimando le riprese di una lunga serie tv  per Canale 5 che andrà in onda l’anno prossimo.

I tuoi live sono sempre tutti diversi. Come si fa a salire sul palco e presentare ogni volta uno show differente?

Un concerto è come una performance teatrale, le canzoni, i testi sono sempre gli stessi. E’ il pubblico e il palco che cambiano e quello già basta a rendere ogni performance diversa. Il pubblico soprattutto. Il qui e ora per me regna su tutto, almeno quando suono e canto…nella vita
è tutta un’altra cosa.

Una curiosità: ti sei annoiata molto a girare “Sempre meglio che lavorare” con i The Pills?

Sì ,una rottura mondiale…non è vero! Sono completamente pazzi e talentuosi, imprevedibili e sinceri e per questo è stato faticoso e divertente e sono felice di aver partecipato alla loro storia, al loro primo film.

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