Giorgio Ferrara

Cresce l’attesa per l’inaugurazione di Spoleto57 in programma venerdì, prima, al teatro Nuovo-Menotti col trittico di opere di Berlioz, Schonberg e Poulenc e, alle 21, al Caio Melisso-Spazio Carla Fendi con lo spettacolo Danza Macabra di Strindberg per la regia di Luca Ronconi.

Il Festival Per 17 giorni e tre weekend il Festival dei Due Mondi, di scena a Spoleto dal 27 giugno al 13 luglio, riserva al suo pubblico un programma di grande spettacolo con opere, concerti e balletti, ma anche recital, pièce teatrali, mostre e convegni, con uno sguardo attento anche all’arte contemporanea che conferma il profilo originale e prestigioso che il mondo da anni apprezza e riconosce alla kermesse fondata nel 1958 dal maestro Gian Carlo Menotti.

Opera Le tre opere brevi scelte per l’inaugurazione di Spoleto57 rappresentano altrettanti condensati d’umanità che hanno per protagoniste tre donne, eroine tragiche molto diverse fra di loro, ma tutte sull’orlo di un baratro. In questa produzione del Festival, il regista francese Frédéric Fisbach, le ha volute immaginare come le tre età della donna, la maturità, la vecchiaia e la giovinezza, vissute in tre epoche e tre territori diversi, ma proiettate in una visione contemporanea.

Prosa Il secondo spettacolo inaugurale, Danza macabra, coprodotto dal Festival dei Due Mondi e dal Teatro Metastasio stabile della Toscana in collaborazione con il Mittelfest 2014, segna la sesta presenza «intensa e irrinunciabile», come l’ha definita il direttore artistico Giorgio Ferrara, di Ronconi e della straordinaria forza creativa che contraddistingue il lavoro del grande regista.

Ferrara Spoleto 57 apre però molte delle suggestive location della città, spazi unici nei quali ogni estate convergono da ogni parte del mondo le grandi arti della scena. «Un incontro che tiene il filo del dialogo tra passato e presente, avanguardia e tradizione, nuove generazioni e mostri sacri – afferma Ferrara – restando sempre fedele alla qualità e all’eccellenza delle proposte, ma anche aprendo i suoi confini a tutte le espressioni artistiche più vitali e interessanti dai palcoscenici del mondo».

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