Alba Rohrwacher (foto Agf Antonelli)

di Chiara Fabrizi

«Come se il cuore cessasse di battere quando si sta fermi. Bisogna muoversi». Così narra un passaggio di una delle poesie presentate nello spettacolo Tre Risvegli per la regia di Mario Martone andato in scena Caio Melisso-Spazio Carla Fendi di piazza Duomo.

Tre risvegli: fotogallery 

Convince Alba Rohrwacher Tre Risvegli, tre momenti, una sola e indiscussa protagonista, Alba Rohrwacher, timida e convincente che porta in scena se stessa e l’intero emisfero femminile, con i drammi, le contraddizioni e gli stati umorali che lo contraddistinguono. Un testo che colpisce per intensità, ironia, con un retrogusto tragicomico che non lascia spazio a momenti di vuoto. Un testo di estrazione poetica che viene trasferito nella scena teatrale mantenendo, però, la struttura di un reading. La protagonista e gli altri due attori, Patrizia Cavalli e Roberto De Francesco, in scena mantengono il copione a vista e da esso leggono e interpretano le poesie della stessa scrittrice Cavalli. Un’immagine, quella offerta, a tratti surreale, con elementi luminosi che diventano cappelli e tessuti che coprono gli attori come drappi di un’epoca ormai lontana.

Applausi a scena aperta A fare da collante a l’intera pièce è un suggestivo quartetto d’archi e un potente percussionista che incombono sul palco e raccontano emozioni in un crescendo convincente, conferendo valore aggiunto attraverso le musiche originali di Silvia Colasanti. Le atmosfere sono suggestive e la Rohrwacher, premiata domenica dalla Fondazione Monini, si dimostra interprete sensibile e delicata capace, però, di improvvisi guizzi di energia e presenza, che contrastano con la sua esile fisicità. Apprezza senza indugio il pubblico del Caio Melisso che irrompe con sentiti applausi a scena aperta e che conferma la propria ammirazione a spettacolo concluso con non poche ovazioni gridate. Uno spettacolo, questo, quasi troppo breve che lascia una sospensione e la sensazione di voler restare ancora un po’.

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