di Maurizio Troccoli
E’ stato reso noto il programma dell’incontro interreligioso convocato da Bendetto XVI a d Assisi in occasione dei 25 anni della Giornata mondiale di preghiera per la pace voluta da Giovanni Paolo II. Il prossimo 27 ottobre Papa Ratzinger e le delegazioni partiranno da Roma, in treno dalla Satzione della Citta’ del Vaticano riaperta per l’occasione. Il treno rallentera’ a Terni, Spoleto e Foligno, dando modo a queste Chiese locali di mostrare la loro partecipazione e la loro solidarieta’ all’iniziativa di Benedetto XVI convenendo nelle stazioni.
La giornata All’arrivo in Assisi, ci si recherà presso la Basilica di Santa Maria degli Angeli, dove avra’ luogo un momento di commemorazione dei precedenti incontri e di approfondimento del tema della Giornata. Interverranno esponenti di alcune delle delegazioni presenti e anche il Pontefice prenderà la parola. Seguira’ un pranzo frugale, condiviso dai delegati: un pasto all’insegna della sobrietà, che intende esprimere il ritrovarsi insieme in fraternità e, al tempo stesso, la partecipazione alle sofferenze di tanti uomini e donne che non conoscono la pace. Sarà poi lasciato un tempo di silenzio, per la riflessione di ciascuno e per la preghiera. Nel pomeriggio, tutti i presenti in Assisi parteciperanno ad un cammino che si snoderà verso la Basilica di San Francesco. Sarà un pellegrinaggio, a cui prenderanno parte nell’ultimo tratto anche i membri delle delegazioni; con esso si intende simboleggiare il cammino di ogni essere umano nella ricerca assidua della verità e nella costruzione fattiva della giustizia e della pace. Si svolgerà in silenzio, lasciando spazio alla preghiera e alla meditazione personale. All’ombra della Basilica di San Francesco, là dove si sono conclusi anche i precedenti raduni, si terrà il momento finale della giornata, con la rinnovazione solenne del comune impegno per la pace.
I partecipanti Saranno piu’ di 50 i paesi del mondo rappresentati alla Giornata interreligiosa, tra i quali, oltre a numerosi Paesi europei e americani, anche quelli che soffrono forse maggiormente, in questo momento storico, per problemi di libertà religiosa e dialogo tra religioni: Egitto, Israele, Pakistan, Giordania, Iran, India, Arabia Saudita, Filippine e molti altri. Hanno assicurato la loro presenza 176 esponenti di diverse tradizioni religiose non cristiane e non ebraiche. In particolare sono attese 4 personalità in rappresentanza delle religioni Tradizionali dell’Africa, dell’America e dell’India. Per quel che riguarda le religioni connesse col sub-continente indiano, hanno accettato l’invito del Papa 5 personalità Indù tra le quali Rajhmoon Gandhi, nipote del Mahatma Gandhi, che già partecipò alla Giornata del 1986; 3 jainisti; 5 Sikh; 1 Zoroastriano; 1 Bahai, che per la prima volta è presente ad una Giornata di Assisi. Per le altre religioni di origine asiatica ci saranno 67 Buddisti, di cui 16 capi-delegazione provenienti dal 11 Paesi. Da Hong Kong verrà il Presidente dell’Associazione del Taoismo, con 2 accompagnatori. Hanno confermato la loro presenza 2 delegazioni shintoiste dal Giappone, con un totale di 17 partecipanti. Tra le Nuove Religioni del Giappone hanno accettato l’invito del Papa 4 denominazioni per un totale di 13 persone. All’invito del Pontefice, diramato dalla Commissione per i Rapporti religiosi con l’ebraismo, ha risposto positivamente anche l’ebraismo mondiale. Parteciperanno delegazioni dell’International Committee on Interreligious Consultation, del Gran Rabbinato di Israele e di altre organizzazioni ebraiche di carattere internazionale. In particolare, l’ebraismo in Italia sarà rappresentato dal Rabbino Capo di Roma, il dottor Riccardo Di Segni.
Il viaggio in treno Viaggiarono sul treno anche alcuni giornalisti, invece, il 24 gennaio 2002, quando era stato Giovanni Paolo II a prendere posto sul convoglio con i leader religiosi per recarsi ad Assisi per una analoga iniziativa. Non c’erano cronisti e neppure il Ctv, invece, il 4 ottobre 1962 quando fu Giovanni XXIII a prendere il treno – era la prima volta per un Papa – nella stazione Vaticana per recarsi a Loreto da dove poi raggiunse in auto Assisi rientrando infine in treno dalla città di San Francesco. Benedetto XVI viaggerà su un Etr 600 di ultima generazione, appartenente alla famiglia della Frecciargento di Trenitalia per l’alta velocita’. Il convoglio sarà formato da sette vetture, due di prima classe e cinque di seconda classe. Papa Ratzinger prenderà posto nella seconda vettura di testa, una prima classe alla quale non è stata apportata alcuna particolare modifica. Con il Pontefice saranno sul convoglio le delegazioni delle diverse religioni del mondo, invitate a vivere nella città di San Francesco una giornata di riflessione, dialogo e preghiera per la pace e la giustizia nel mondo. Oltre al capotreno e al macchinista ci saranno a bordo due responsabili e sette assistenti di Trenitalia. Non essendoci in Vaticano rete elettrica aerea, il convoglio verra’ trainato all’interno da un locomotore diesel, lo stesso che lo porterà poi sino alla vicina stazione San Pietro, da dove potrà collegarsi con la rete elettrica nazionale. L’onore di dare il via al treno spetterà per competenza al capostazione di Roma Ostiense. Ma il primo via libera lo darà comunque Giovanni Amici, capostazione della Citta’ del Vaticano.
L’arrivo ad Assisi e i rallentamenti a Terni, Spoleto e Foligno L’arrivo ad Assisi è previsto dopo un’ora e cinquanta di viaggio. Lungo il percorso il convoglio rallenterà nei pressi delle stazioni di Terni, Spoleto e Foligno. Il rientro e’ previsto in serata. «La novità della Giornata interreligiosa che Benedetto XVI ha convocato ad Assisi a 25 anni da quella voluta da Giovanni Paolo II, il 27 ottobre 1986, e’ l’enfasi posta sul pellegrinaggio anzichè sulla preghiera insieme». Lo ha sottolineato il cardinale Peter Turkson, presidente del Pontificio consiglio giustizia e pace che ha presentato oggi alla stampa il programma dell’iniziativa.
La polemica e il messaggio La Giornata ha come tema «Pellegrini della verità, pellegrini della pace». «Benedetto XVI – ha spiegato – desidera porre l’esperienza di Assisi 2011 sotto la cifra del pellegrinaggio, che implica ascesa, purificazione, convergenza verso un punto superiore, assunzione di un impegno comunitario oltre che nel segno della preghiera e del digiuno». «In questa scelta – ha scandito Turkson – non c’e’ nessuna critica alle precedenti Giornate (27 ottobre 1986, 9 e 10 ottobre 1993, 24 gennaio 2002). Semplicemente si è preferito evitare che delle ‘ombre’ potessero offuscare l’iniziativa: il dialogo rispetta l’identità specifica di ciascuno. Pregare insieme ‘l’Unico’ sarebbe rinunciare al carattere specifico di ciascuno. La verita’ invece rende tutti più liberi e più capaci di essere, insieme, costruttori di pace». In proposito il capodicastero ha rivelato che dopo l’annuncio di Papa Ratzinger della Giornata di Assisi «in Vaticano sono arrivati parecchi messaggi di protesta, e c’è qualcuno che sta già celebrando 1000 messe di riparazione».
L’obiettivo «L’obiettivo della Giornata – ha chiarito il cardinale africano citando quanto detto dal Papa ai rappresentanti delle comunità musulmane incontrate a Berlino il 23 settembre scorso – è quello di mostrare, con semplicità, che da uomini religiosi e di buona volontà , si desidera offrire il proprio particolare contributo per la costruzione di un mondo migliore, riconoscendo al tempo stesso la necessità, per l’efficacia dell’azione, di crescere nel dialogo e nella stima reciproca. Ancora oggi, come 25 anni fa, il mondo ha bisogno di pace. Ha bisogno che gli uomini e le donne sensibili ai valori religiosi, che gli uomini non credenti ma amanti del bene, ritrovino il gusto di camminare insieme». Dunque, sia pure con modalità diverse rispetto alle precedenti edizioni, nelle quali il rischio di sincretismo era stato evitato offrendo a ciacuna fede un luogo diverso per la preghiera, incorrendo però nelle critiche di chi ritiene che non si possa pregare Manitù su un altare consacrato da un vescovo cattolico, «il prossimo incontro di Assisi intende continuare l’esperienza di fraternità vissuta e sperimentata nel 1986. Vuole essere un sogno che continua e diviene sempre più realtà: ognuno insieme all’altro, non più uno contro l’altro; tutti i popoli in marcia da diversi punti della terra, per riunirsi in un’unica famiglia».
Gli atei all’appuntamento col Papa Alla Giornata interreligiosa di Assisi, Benedetto XVI ha voluto che partecipassero anche alcuni atei e agnostici interessati al tema della pace. Nelle tre precedenti edizioni del 1986, 1993 e 2002, Giovanni Paolo II aveva limitato invece i suoi inviti ai leader delle grandi religioni e ai rappresentanti di tutte le confessioni cristiane. Gli invitati che hanno accettato di partecipare all’incontro del 27 ottobre 2011, ha reso noto oggi il Pontificio Consiglio per la cultura, sono la professoressa Julia Kristeva, psicanalista, filosofa e scrittrice francese di origini bulgare che ha collaborato con Michel Foucault, Roland Barthes, Jacques Derrida e Philippe Sollers e si e’ sposata con quest’ultimo; il professor Remo Bodei, ordinario di Storia della filosofia all’Universita’ di Pisa, dopo essere stato a lungo alla Scuola Normale Superiore della stessa città; il professor Guillermo Hurtado, filosofo messicano membro dell’Instituto de Investigaciones Filosoficas dell’Universita’ di Mexico Unam; e il professor Walter Baier, l’economista austriaco che coordina la Rete “Transform!”, un foro di ricerca europeo che raggruppa riviste e “think tanks” di sinistra. Baier è membro del Partito Comunista Austriaco.
Più musulmani che in passato «Anche se si puo’ notare che dalle precedenti Giornate di Assisi a quella attuale vi e’ stato un crescendo di partecipanti musulmani: 11 nel 1986, 32 nel 2002, 50 quest’anno, la partecipazione dei musulmani – ha spiegato monsignor Pierluigi Celata, segretario del Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso – e’ risultata, indubbiamente, condizionata da alcuni fattori, sia per il numero che per il livello di rappresentatività, come la situazione socio-politica in diversi Paesi arabi a forte maggioranza musulmana del Medio Oriente, del Nord Africa e del Golfo». Dai paesi arabi e medio-orientali, e dai Paesi occidentali sono attesi 48 musulmani, e precisamente: dalla Giordania, da Israele, dall’Egitto (ma in seguito all’interruzione del dialogo dopo le proteste della Santa Sede per la mancata protezione dei copti da parte delle autorità egiziane non ci saranno i rappresentanti dell’Università al Azhar, considerata il Vaticano dei sunniti, dal Libano, dall’Algeria, dal Marocco, dall’Iran, dalla Turchia, dall’Arabia Saudita, dall’Albania, dalla Bosnia ed Erzegovina, dalla Bulgaria, dall’Azerbaigian, dal Tajikistan, dal Regno Unito, dalla Francia, dall’Italia, dal Portogallo, dagli Stati Uniti di America. Tra le personalita’ provenienti da questi Paesi, precisamente dall’Azerbaigian, è da notare lo Sheick-ul Islam Allahshukur Pashazade, presidente della Direzione dei Musulmani del Caucaso. Si puo’ inoltre rilevare la presenza di un rappresentante del Re dell’Arabia Saudita e Custode delle 2 Sacre Moschee: si tratta del vice ministro dell’Educazione, Faisal Al Muammar e Acting segretario generale del “King Abdullah Bin Abdulaziz International Centre for Interreligious and Intercultural Dialogue” di Vienna appena istituito; il rappresentante del Re del Marocco, il Ministro delle Pie Fondazioni e degli Affari Islamici, professor Ahamd Tawfiq e un Membro della Famiglia reale della Giordania, il principe Ghazi bin Muhammad. Dai paesi dell’Asia del Sud del Sud-Est a maggioranza musulmana (che comprendono il 60 per cento dei musulmani nel mondo) hanno confermato la loro partecipazione 5 personalita’, accompagnate da 7 esponenti musulmani, provenienti: dal Pakistan, dal Bangladesh, dalla Tailandia e dall’Indonesia. Da quest’ultimo paese, in particolare, che conta il piu’ grande numero di musulmani nel mondo ( circa 190 milioni) sono attesi esponenti delle due maggiori e più influenti Organizzazioni islamiche : la “Muhammadiyah” e la “Nahdlatul Ulama”. Nasihin Hasan, direttore esecutivo della Conferenza Internazionale degli Accademici musulmani, sorta da un’iniziativa della “Nahdlatul Ulama”, offrirà una testimonianza sul tema della Giornata.
Le chiese cristiane Per le Chiese d’Oriente, saranno presenti 17 delegazioni. Il Patriarca Ecumenico, Sua Santita’ Bartolomeo I, guidera’ la delegazione del Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli. Parteciperanno inoltre Sua Beatitudine Anastas, Arcivescovo di Tirana, Durazzo e tutta l’Albania (Chiesa ortodossa di Albania), Sua Eminenza Aleksandr, Metropolita di Astana e Kazakhstan (Patriarcato di Mosca) e molti altri rappresentanti, anche delle Chiese Ortodosse Orientali, come il Patriarcato siro – ortodosso, la Chiesa Apostolica Armena e la Chiesa ortodossa sira malankarese. Vi sara’ anche una delegazione della Chiesa Assira dell’Oriente. Per le Chiese e Comunita’ ecclesiali d’Occidente, saranno presenti 13 delegazioni, tra cui quella della Comunione Anglicana, guidata Rowan Williams, Arcivescovo di Canterbury, della Federazione Luterana Mondiale, della Comunione Mondiale delle Chiese Riformate, del Consiglio Metodista Mondiale, dell’Alleanza Battista Mondiale e di altre Comunioni mondiali. Partecipera’ anche una delegazione del Consiglio ecumenico delle Chiese, guidata dal Segretario Generale, il dottor Olav Fykse Tveit.
La chiesa cattolica In quanto la Chiesa Cattolica sara’ rappresentata personalmente del Papa, i delegati cattolici (in totale 13 tra presidenti di Conferenze Episcopali regionali e patriarchi e arcivescovi maggiori delle Chiese sui iuris) siederanno non sul palco, ma in settore riservato ai vescovi. Ad Assisi, i Capi delegazione cha saliranno sul palco con il Pontefice riceveranno, nel pomeriggio sul Piazzale san Francesco, al termine della Giornata, una lampada che verra’ accesa simbolicamente (la luce e’ simbolo della religione che illumina i passi dell’uomo alla ricerca del cammino verso la pace). Ad assistere i leader religiosi ci saranno numerosi volontari (in particolare della Comunita’ di Sant’Egidio) che si adopereranno per la buona riuscita dell’evento e tutte le istituzioni che con la loro generosita’ stanno consentendo una piu’ efficace organizzazione.
I giornalisti Non ci saranno giornalisti sul treno che il 27 ottobre porterà il Papa e i leader delle principali religioni e di tutte le confessioni cristiane ad Assisi per la Giornata interreligiosa, a 25 anni da quella voluta da Giovanni Paolo II. «La presenza di giornalisti e troupe televisive non è contemplata», ha affermato oggi il portavoce della Santa Sede, padre Federico Lombardi, precisando che «le immagini del viaggio saranno garantite dal centro televisivo Vaticano, così come la copertura in diretta di tutti i principali momenti della Giornata di Assisi». «Nel pomeriggio – ha aggiunto in proposito – le fasi conclusive saranno trasmesse anche dalla Rai».
I particolari sul messaggio in risposta alle polemiche Così, ha aggiunto Turkson, la Giornata del 27 ottobre 2011 segnerà non un arretramento ma «un rilancio dell’impegno, a fronte di nuove sfide. Esse sono insite nella crisi finanziaria ed economica che dura più del previsto; nella crisi delle istituzioni democratiche e sociali; nella crisi alimentare ed ambientale; nelle migrazioni bibliche, nelle forme più subdole del neocolonialismo, nelle perduranti piaghe della povertà e della fame, nell’indomito terrorismo internazionale, nelle crescenti diseguaglianze e nelle discriminazioni religiose». «Ancora una volta, come dimostrano i recenti avvenimenti in Egitto o in altre regioni del mondo, c’è bisogno – ha rilevato il cardinale nero – di dire ‘no’ a qualsiasi strumentalizzazione della religione. La violenza tra religioni è uno scandalo che snatura la vera identità della religione, vela il volto di Dio ed allontana dalla fede. Il cammino delle religioni verso la giustizia e la pace, perchè impegno primario della coscienza che anela al vero e al bene, non può che essere caratterizzato da una comune ricerca della verità. La pace ha bisogno della verità sulle persone, sugli Stati, sulle religioni stesse, nonchè sulle corrispondenti culture, in cui spesso si annidano elementi non conformi alla verità sull’uomo, per cui divengono ostacolo allo sviluppo integrale dei popoli e alla pace».
Più pellegrinaggio che preghiera Monsignor Mario Toso, il vescovo salesiano che Benedetto XVI ha voluto come numero due del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace ha sottolineato che «e’ previsto un tempo di meditazione e preghiera personale di ciascuno dei partecipanti, nelle 300 camere messe a disposizione dall’organizzazione». «Ad Assisi – ha detto – ognuno dei leader religiosi porta il suo modo di pregere: anche se si sottolinea di piu’ l’aspetto del camminare insieme, la preghiera non è un optional, ma un dovere, non è esclusa dal programma ma inclusa secondo la specificità propria di ciascuno». Del resto, sottolineare l’aspetto del pellegrinaggio coinvolge nel ‘cammino di pace’ anche chi non ha fede e infatti a partecipare a Assisi 2011 sono stati invitati anche alcuni non credenti e agnostici, segnalati al Papa dal Pontificio Consiglio della Cultura. «Non si tratta – ha tenuto a precisare il sottosegretario di quest’ultimo dicastero, monsignor Melchor Jose’ Sanchez de Toca y Alameda – di una delegazione: a differenza degli altri ospiti, sia di altre Chiese e comunità cristiane, sia di altre confessioni religiose. Anche se essi sono stati scelti pensando a una certa rappresentanza linguistica o culturale, tuttavia provengono dal mondo occidentale (Europa e America), dove la non credenza rappresenta un fenomeno importante, mentre in altri continenti, come l’Asia e l’Africa, essa è relativamente marginale».


interessante questo programma, io sarò alla stazione di terni ad aspettare il papa è farò tante foto e una ripresa video visto e un bellissimo evento religioso.