Benedetto XVI ad Assisi nel 2011 (foto F.Troccoli)

Rai Educational presenta «Il Papa ad Assisi: il sogno, il segno, il cammino», di Alberto Melloni e Alessandro Chiappetta, regia di Graziano Conversano, in collaborazione con Rai Teche e la sede regionale Rai di Perugia, in onda martedì alle 22.30 su Rai Storia (canale 54 del digitale terrestre e 23 della piattaforma Tivù Sat). In occasione del viaggio di Papa Francesco ad Assisi, il prossimo 4 ottobre, Rai Storia propone un documentario sulle tracce dei Pontefici pellegrini nella città del Santo. Un cammino che parte dalla vita di San Francesco e che entra nei rapporti tra Roma e Assisi, tra la città santa incastonata nelle colline umbre e la Santa Sede. Un cammino percorso da numerosi Papi nei secoli passati, affascinati e intimoriti dalla figura di un santo che ha messo al centro del suo messaggio la povertà e che scelse di sottomettersi soltanto al Papa e non al suo Vescovo. Di questi viaggi, si ricordano in particolare quelli di Giovanni XXIII, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, ripercorsi attraverso le immagini delle Teche Rai, e ricordati da Padre Enzo Fortunato, direttore della sala stampa del Sacro convento di Assisi, Padre Vladimiro Penev, francescano bulgaro, ad Assisi dal 1938, Padre Vittorio Viola, direttore della Caritas diocesana di Assisi.

L’emozione dei francescani Insieme a loro le testimonianze di Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant’Egidio e dagli storici Lucia Ceci e Roberto Rusconi. Attraverso i viaggi dei Papi del Novecento ad Assisi, si entra nel mistero di questa figura, per rintracciare quel Francesco invisibile che secolo dopo secolo è stato l’emblema di miti, utopie, speranze e che oggi ha «conquistato» il papato, prestando a un Papa venuto dalla fine del mondo, quel nome. «L’emozione e la gioia dei francescani all’annuncio del nome del nuovo Pontefice è stata enorme – spiega padre Enzo Fortunato – perché nella figura del pastore della Chiesa oggi si incarna l’idealità di Francesco d’Assisi». In attesa del viaggio di Papa Francesco, la memoria degli italiani torna infatti indietro, al fischio del treno e alla folla festante che portò Giovanni XXIII ad Assisi nel 1962, quando mise nelle mani del Santo, con la sua preghiera, il Concilio che sarebbe iniziato di lì a poco. La memoria corre anche al 1986, all’incontro ecumenico che Giovanni Paolo II – che ad Assisi è stato sei volte – volle tenere con i capi di tutte le religioni del mondo, con 50 rappresentanti delle Chiese cristiane e 60 delle altre religioni mondiali.

Lo spirito di Assisi «Quello di Wojtyla fu un magistero dei gesti – spiega Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant’Egidio – e quello fu uno dei gesti più alti del suo Pontificato, quello che fece nascere lo spirito di Assisi». Quello spirito che Wojtyla ribadì nel 1993 e nel 2002, e che ha voluto celebrare anche Benedetto XVI nei suoi viaggi del 2007 e 2011, e che pervade la città del Santo. «Chi si reca ad Assisi – sottolinea Rusconi – va a cercare le frontiere di una conversione al Cristianesimo che corrisponde ad una rinuncia totale”. Il viaggio di Bergoglio si iscriverà presto nella storia di Assisi e della sua basilica: Francesco Papa pellegrino dal Francesco “poverello di Assisi».

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