In volo sull’Umbria sbarca al Festival di Spoleto. Aprirà venerdì negli spazi della Metamorfosi art gallery di palazzo Bufalini (piazza Duomo), la mostra fotografica dal maestro Paolo Ficola che espone una serie di scatti aerei di centri storici, borghi e zone di grande interesse paesaggistico, come i piani di Lisciano Niccone e il lago Trasimeno.
In volo sull’Umbria sbarca al Festival Già ospitati negli spazi del Chiostro della Cisterna-Biblioteca di Montecitorio, i quaranta straordinari scatti possono essere ammirati a ingresso gratuito per due settimane (fino al 23 luglio), quando verrà trasferita in Campania, nella Mag di Amalfi (ex arsenale della Repubblica marinara). In volo sull’Umbria, inaugurata giovedì alla presenza delle massime autorità cittadine e non solo, è il risultato di un lungo lavoro che il maestro Ficola ha compiuto tra il 2009 e il 2016, volando per oltre 260 ore sui cieli dell’Umbria e scattando circa 11.500 fotografie, da cui poi sono state selezionate le quaranta in mostra al Festival di Spoleto.
Da Roma ad Amalfi passando per Spoleto La mostra, nata e promossa da un’idea della vicepresidente della Camera dei deputati, la parlamentare folignate Marina Sereni (Pd), ha l’obiettivo di raccogliere fondi da destinare al restauro di un’opera d’arte gravemente danneggiata dal sisma che ha colpito l’Umbria il 30 ottobre 2016: «Da Roma, in un luogo simbolico come la Camera dei Deputati, abbiamo fatto ripartire il messaggio che l’Umbria è in piedi e che si può venire a visitarla. Sarebbe bellissimo – ha detto Sereni – realizzare il suggerimento del direttore artistico del Due Mondi, Giorgio Ferrara, di portare la mostra all’Istituto Italiano di Cultura, ma in ogni caso il cerchio si chiuderà in Umbria, forse proprio il 30 ottobre, ad un anno esatto dalla scossa più devastante».
Folena: «Cura opere d’arte è nel nostro Dna» Alla Mag di Spoleto anche il presidente dell’omonima associazione, Pietro Folena: «L’iniziativa ci ha subito trovati d’accordo e abbiamo messo a disposizione i nostri spazi di piazza Duomo perché – ha detto – è impossibile non condividere il sostegno e non dare un contributo per il restauro di una opera d’arte offesa dal sisma. D’altronde MetaMorfosi ha nel suo Dna la cura e la valorizzazione del patrimonio artistico italiano e quello umbro rappresenta indubbiamente il fiore all’occhiello della ricchissima produzione nazionale».
