di Arianna De Angelis Marocco

Die Seele am Faden/Soul Threads, concept e regia di Thomas Lamertz e Friedemann Vogel, in scena nello spazio di San Simone, dona al 67esimo Festival di Spoleto la nota neoclassica che ancora non aveva avuto il proprio spazio nella sezione danza.

Prima menzione necessaria va al carismatico danzatore Friedemann Vogel, corpo statuario e volto d’altri tempi, marionetta vivente, elegante sinuoso, malinconico, primo solista dello Stuttgart Ballet e “Kammertanzer”, massima onorificenza per i danzatori in Germania. Un ballerino maturo e consapevole, perfetto per questa pièce, dove marionetta e uomo si confrontano in un susseguirsi di suggestioni visive e sonore che ne scompongono anatomie e partiture di movimento.

La sala è quasi gremita ed avvolta da un’atmosfera subito intensa, in una cornice spoglia dello spazio di San Simone, che lascia interamente visibile abside e navate laterali, con una rilevanza ai dettagli di crepe e imperfezioni che diventano, come un Kinsugi, valore aggiunto e parte concettualmente integrata alla drammaturgia dello spettacolo.

Poco da segnalare sulla nota bravura del danzatore tedesco, ma utile porre l’accento sulla memoria storica a cui questo progetto artistico ci riporta. In un periodo storico di forti contaminazioni di linguaggi artistici, Vogel è una finesta narrativa su immagini di classicità importanti, in un ambiente insolito per questa tipologia di spettacoli che invece gli conferisce una preziosa sacralità.

A sostenere il classico e a costruire i necessari contrasti la live performance musicale di Alisa Scetinina, ex danzatrice lettone, che in scena, cuce un tappeto sonoro inclusivo di diversi pattern musicali, che la vedono utilizzare voce e suoni in armonica combinazione con brani classici e sonorità elettroniche.

Menzione speciale all’intero disegno luci di Fabiana Piccioli, light designer romana, che confeziona un susseguirsi di atmosfere di luce che hanno il sapore di uno spettacolo nello spettacolo, dialogando con l’artista, in una narrazione autonoma che esalta lo spazio, invade il pubblico, coglie dettagli e dona un elevato valore aggiunto all’intero spettacolo.

Die Seele am Faden/Soul Threads riceve il consenso del pubblico di San Simone, manifestato da scroscianti e ripetuti applausi che portano l’intero cast in scena interi minuti, con una parziale standing ovation.

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