di Giorgia Fagotto Fiorentini

Luci di sala ancora accese. Jonas Lopes che irrompe in scena battendo vigorosamente i piedi a terra a ritmo di fado. E subito luce anche sullo spazio scenico, un vero e proprio gazebo dall’aspetto vagamente esotico, realizzato con led dai colori caldi, evoca un ambiente di festa. E’ iniziato così Bate Fado di Jonas&Lander, ultimo atto della trilogia che il binomio ha portato al Festiva di Spoleto, entusiasmando il pubblico e incassando una raffica di applausi a scena aperta.

La festa di Jonas&Lander E Bate Fado è proprio una festa, che travolge e coinvolge il pubblico del Due Mondi. I quattro musicisti accompagnano da subito la voce di Jonas, suonano ininterrottamente per tutta la durata dello spettacolo, creando ogni volta quadri coreografici. In Bate Fado si ha la sensazione di vedere un gruppo di lavoro che è come una famiglia, chi suona danza, chi danza suona, si scambiano i ruoli, si passano gioiosamente la palla, si fidano gli uni degli altri.

Pubblico coinvolto La prima parte, prima del buio, viene segnata da un’avanzata in proscenio di tutta la compagnia verso il pubblico, che si sente dentro la festa. Ed è subito applauso a scena aperta. Il primo dei sette totali. L’atmosfera è quindi festosa, chi è al centro si gode il suo solo, mentre gli altri battono il ritmo, accompagnano con la musica e sostengono l’altro. Il meccanismo è complesso e perfetto. Il disegno luci di Rui Daniel è all’altezza del primo spettacolo presentato in questa edizione del Festival dei Due Mondi, e dialoga sempre con i corpi degli interpreti e con la musica.

Rivitalizzare la danza del fado «L’obiettivo di questo spettacolo è rivitalizzare la danza del fado, in particolare il Fado batido, caratterizzato dalla percussione dei piedi al suolo», afferma Jonas Lopes, ricordandoci di fatto che il fado è anche una danza scomparsa, che oggi ha lasciato il posto unicamente a un genere musicale tradizionale. Meticolosa ricerca quella di Jonas&Lander, che hanno consultato documenti di archivio dove è possibile ritrovare delle illustrazioni dove il Fado è ricco di movimento, colore e allegria.

La comicità L’atmosfera del Fado è viva, suona e risuona, ma la firma coreografica di Jonas&Lander è leggibilissima e si muove e vive dentro lo spettacolo. Un linguaggio coreografico specifico, l’uso delle mani, delle espressioni del viso, del ritmo, tutto sempre guidato dal gioco, che a volte crea persino dei momenti molto comici. Talvolta la scena veniva attraversata dai danzatori che indossavano maschere coloratissime e buffe, con evocazioni esotiche e tribali, che interrompevano il concerto di Fado facendo degli scherzi ai musicisti.

Ovazione Standing ovation, grida, applausi di sincero affetto. Sette volte applauso a scena aperta, che hanno commosso la compagnia, tanto che all’ultimo Jonas Lopes ha dedicato al pubblico del Festival di Spoleto la sua interpretazione di Canzone per te di Sergio Bardotti e Sergio Endrigo, specificando che era la prima volta che cantava in italiano in pubblico.

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