di Massimo Colonna
«Per l’Acciaio di Terni in Europa abbiamo già dato nuove norme antidumping, ma non possiamo avere regole sulla concorrenza che risalgono agli anni Cinquanta». A dirlo è il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani, arrivato lunedì mattina a Terni, nella sede di Confindustria, dove oltre un centinaio di imprenditori umbri hanno partecipato al confronto sul tema della reindustralizzazione dell’Umbria e quindi sull’industria 4.0 tra vincoli europei e crescita economica.
Tajani a Terni Indicato da più parti come il candidato premier del centrodestra, Tajani a Terni ha sostenuto che «in una regione come l’Umbra, anche a vocazione anche industriale, con un tessuto che ha subito colpi durante la crisi e che oggi fa i conti con una disoccupazione giovanile altissima, noi dobbiamo difendere e rilanciare un’industria moderna e competitiva, fatta soprattutto di piccole e medie imprese per risolvere il problema della disoccupazione giovanile. Nel prossimo bilancio comunitario – è andato avanti il presidente del Parlamento europeo – dovremmo investire di più in innovazione e ricerca e digitale, dobbiamo realizzare infrastrutture anche in zone colpite dal sisma, proprio perché i giovani di quelle aree non sia lontano dal mondo digitale».
L’acciaio E ancora: «Dobbiamo difendere il tessuto industriale, compreso l’acciaio. Qui a Terni non abbiamo soltanto una produzione importante per l’Italia e di grande qualità, ma anche strategica per l’Europa e non possiamo permettere che venga ridotta. In questo senso abbiamo dato nuove norme antidumping, perché – dice – preferisco più turismo cinese e meno acciaio cinese. A Terni già pagato prezzo alto, ma in Europa non possiamo avere regole per la concorrenza degli anni Cinquanta. L’Umbria e’ una regione a vocazione industriale, con un tessuto che ha subito colpi durante la crisi. C’è stata una moria di imprese superiore alla media nazionale, c’è disoccupazione giovanile altissima. Dobbiamo rilanciare e difendere l’industria moderna e competitiva delle piccole e medie imprese se vogliamo risolvere il problema, perché senza industria e senza impresa non c’e’ lavoro».
Cesare Damiano «Ho apprezzato il fatto che finalmente anche il presidente Tajani abbia fatto emergere alcune indicazioni che vanno nella direzione che ho sempre sostenuto: l’esigenza di superare una logica nella quale il mercato è in grado di autogovernarsi per passare, invece, alla definizione delle regole del gioco». Lo dichiara Cesare Damiano, candidato del centrosinistra al collegio uninominale Umbria 3-Terni per la Camera dei Deputati. «Questo – prosegue – vale soprattutto per le multinazionali che non possono usare risorse comunitarie a loro piacimento, chiudendo stabilimenti nazionali per rincorrere offerte di Paesi a basso costo di manodopera in giro per l’Europa: si chiama dumping sociale. Inoltre ritengo opportuno che gli aiuti di Stato del governo cinese al settore acciaio siano compensati con dazi che ristabiliscano l’equità degli scambi commerciali. Inoltre, chiederemo che l’acciaio diventi una produzione di rilevanza strategica nazionale».
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