Adolfo Orsini

di Daniele Bovi

Prosegue con Adolfo Orsini, candidato di Liberi e uguali nel collegio Umbria 1 del Senato, la serie di interviste in vista del voto del 4 marzo. Domenica a Perugia, alle 17 alla sala dei Notari, arriverà il leader del partito Pietro Grasso.

Quali sono i temi principali sui quali si concentrerà nel corso della campagna elettorale?

«Prima di tutto il lavoro che per noi di Liberi e uguali è fondamentale. La situazione è drammatica e questo rende più odiosa la strumentalizzazione furbesca di chi parla di un milione di posti di lavoro perché non è vero. Provate a costruire un futuro, una famiglia con un lavoro come questo sbandierato dal governo. È una vergogna. È l’Istat stessa a dire che è considerato occupato chi svolge almeno un’ora di lavoro retribuita nella settimana di riferimento. Ma questi occupati come fanno a vivere con quello che guadagnano? Senza investimenti e senza idee non si offrono risposte ai disoccupati e ai precari anzi si aggrava la loro situazione».

Quali sono i più importanti problemi del territorio a cui intende dar voce?

«È passato un anno e mezzo dal sisma della Valnerina. È un problema che coinvolge l’intero paese, l’intera regione. Il governo e le Regioni hanno dimostrato tutta la loro incapacità. Basta guardare ai risultati o parlare con gli sfollati. Poi c’è il problema economia legato al tema lavoro. Il Pil dell’Umbria è calato del 16 per cento negli ultimi dieci anni. L’Umbria galleggia in fondo alle classifiche dei principali indicatori economici. La crisi ha fatto perdere migliaia di posti di lavoro, basta pensare alla crisi della Nardi, della Trafomec, della Perugina, della Colussi, della ex Merloni e della Tagina. Senza parlare dell’artigianato legato a queste realtà industriali. Ci sono zone come la fascia dell’Appennino gualdese dove nel giro di 20 anni si è passati da un benessere diffuso alla desertificazione industriale. A queste crisi non si può far fronte con una generica solidarietà, con il pietismo dei nostri parlamentari uscenti e con qualche telegramma di auspicio. Occorre una seria politica industriale, occorrono idee che fino a ora sono mancate. Poi vanno valorizzate meglio le risorse che offre la regione. Penso all’agricoltura di qualità, a un turismo che non si fermi ai tradizionali centri storici ma valorizzi il paesaggio e il patrimonio monumentale di tutta la regione».

Economia, welfare, trasporti sono tre temi strategici per l’Umbria. Per ognuno individui un provvedimento chiave da approvare in Parlamento.

«Per l’economia l’abolizione del Jobs Act e dei voucher, il ripristino dell’articolo 18, equiparazione all’età media europea dell’uscita dal lavoro, l’elaborazione di un piano di rilancio economico per l’Umbria. Per il welfare tutela delle fasce più deboli, eliminazione dei ticket sanitari, abolizione della renziana “buona scuola” e difesa della scuola pubblica. Per i trasporti abbandono del provincialismo in voga che vuole tutto e perde anche quello che ha. È ridicolo puntare su un aeroporto che non ha i bacini di utenza, sognare dei surrogati di alta velocità come le frecce rosse o bianche che costano e tanto alle casse regionali. Prima facciamo funzionare quello che c’è. Su precisa richiesta della nostra base mi batterò per il completamento della Due Mari, l’incompiuta in cui su 290 km totali mancano i 15 che attraversano l’Umbria; la Fcu rappresenta una opportunità troppo spesso dimenticata per tutta la regione se si riuscirà a collegarla con Arezzo e la dorsale ferroviaria nazionale, se si riuscirà a fornire un servizio decente ai nostri pendolari. Le nostre strade provinciali e statali non vengono mantenute e l’Umbria paga avere la sensazione del Frecciarossa ma non i servizi. Anche questo è un pezzo di stato sociale».

Se eletto come intenderà gestire il rapporto con il suo collegio?

«Con la presenza attiva come in questa campagna elettorale di Liberi e Uguali, facendomi carico delle istanze e dei problemi collettivi. Certo non farò come quei parlamentari umbri che una volta ottenuti i voti sono spariti dal territorio e li abbiamo rivisti solo in televisione. Una campagna elettorale è faticosa ma la fatica è ripagata dal piacere di condivisione collettiva dei problemi di un territorio. Sui nostri manifesti c’è scritto per i molti non per i pochi. Quindi cercherò di dar voce ai problemi dei molti».

INTERVISTA AD ANDREA MAZZONI
LA PRESENTAZIONE DEI CANDIDATI
FOTO: I VOLTI DEI CANDIDATI DI LEU

Twitter @DanieleBovi

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