di Francesca Marruco

Il nonno lo ha implorato di uscire da quel bosco. E alla fine le sue grida sono servite a qualcosa. Luigi Fenza, il 16enne marscianese scomparso da casa sabato sera, intorno alle 21 di domenica si è trascinato fuori da quel bosco di Collelungo dove familiari e soccorritori lo aspettavano. E’ apparso subito stremato e, per precauzione, è stato portato in ospedale.

Le luci a scuola, ma non c’è nessuno Per tutta la domenica decine e decine di persone lo hanno cercato in lungo e in largo nelle campagne di Marsciano. Cani ed elicotteri hanno setacciato metro per metro campi e stradine nella speranza di localizzarlo. Intorno alle 18 nessuno nascondeva un certo pessimismo, poi la prima speranza: ci sono delle luci nel suo liceo, magari è li dentro. I carabinieri di Todi del capitano Marcello Egidio si fiondano sul posto, ma nelle aule dello scientifico Salvatorelli di Luigi non c’è traccia.

Lo chiamano e corre via, ma sta bene Neanche dieci minuti e arriva la segnalazione decisiva: un passante lo vede a Collelungo, otto chilometri più in su di Marsciano, lo chiama per nome, ma il ragazzo quando lo sente scappa per i campi. Per i genitori una prima buona notizia: Luigi sta bene. Immediatamente tutte le unità cinofile vengono richiamate indietro, così come tutti gli uomini ancora sul posto, dai volontari della protezione civile, a quelli dell’Arma, della polizia provinciale, dei vigili del fuoco, dei vigili urbani, della Croce rossa e del corpo forestale dello stato. Tutti nel punto in cui è stato visto vivo, ma forse troppo impaurito per lasciarsi trovare.

Lo convince il nonno Neanche un paio d’ore più tardi, pochi minuti prima delle 21, grazie soprattutto al nonno del ragazzo che lo implora urlando di uscire dal punto in cui è nascosto, Luigi si arrende. Sbuca fuori dal buio di un bosco di Collelungo. Stremato. Barcolla. A stento riesce ad arrivare verso un vigile del fuoco che lo avvolge in una coperta. Ha freddo ed è stanchissimo Luigi. Forse neanche sa che per tutto il giorno lo hanno cercato tutte quelle persone. Forse il suo unico pensiero era averla combinata troppo grossa e la paura della reazione dei genitori lo ha spinto a restare in giro per le campagne per quasi ventiquattro ore.

In ospedale Ora è in ospedale insieme a papà Salvatore e mamma Maria Cristina. Avrà tempo per riposare e per chiarirsi con loro, con cui aveva litigato prima di scappare via e lasciarli una giornata appesi al sottile filo della speranza. A casa ad attenderlo i nonni, la sorella gemella, un fratellino più piccolo e i compagni di scuola che preoccupati e sconvolti domenica non si spiegavano il suo gesto.

Non importa il perché Quale sia stato il motivo che lo ha spinto ad allontanarsi da casa e restare caparbiamente lontano dai genitori fin quando le forze glielo hanno permesso, che sia un fatto grave o magari un evento sopravvalutato, rimane e deve rimanere nel privato suo e della sua famiglia. A chi legge, basti sapere che è stato ritrovato e sta bene. A chi scrive e ha visto la preoccupazione sui volti di chi lo cercava, resta, per una volta, la gioia di poter dare buona notizia.

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