di Chiara Fabrizi
Tutte le analisi microbiologiche compiute da Legambiente in vari punti del lago Trasimeno hanno dato esito negativo, con un’unica eccezione rilevata a giugno in prossimità del canale di scarico del depuratore di Tuoro. La qualità delle acque, infatti, non è più il problema principale del quarto lago più grande d’Italia, con gli esami di laboratorio che non raccontano l’emergenza del Trasimeno, che oggi 18 luglio ha ospitato l’avvio della 20esima edizione di “Goletta dei laghi”, l’evento nazionale organizzato dall’associazione ambientalista.
Qui Andrea Minutolo e Maurizio Zara, rispettivamente responsabile scientifico nazionale e presidente regionale di Legambiente, hanno evidenziato ciò che ormai è sotto gli occhi di tutti: «Il Trasimeno è il bacino italiano simbolo della crisi climatica in atto, perché mostra fragilità strutturali crescenti, aggravate dall’aumento delle temperature e dalla variabilità climatica». Per questo Minutolo e Zara chiedono al governo nazionale e alla giunta regionale di fare in modo che il lago dell’Umbria diventi «il laboratorio sperimentale di quell’approccio integrato e partecipato che il Pnacc (piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici) prevede per tutti i laghi italiani, ma che richiede strumenti normativi, risorse economiche e una regia nazionale ad oggi mancanti».
In particolare, dal Trasimeno è stato ricordato che il Pnacc, approvato nel dicembre scorso, prevede misure specifiche per i laghi e le acque interne, pensate per affrontare impatti complessi e differenziati. Si va dal «ripristino della naturalità di sponde e bacini al contenimento delle specie invasive, dal rafforzamento del monitoraggio idrologico ed ecologico alla promozione di piani locali di adattamento, che includano la gestione integrata dei bacini e il coinvolgimento delle comunità locali». Tra gli obiettivi del Pnacc anche «il miglioramento della capacità di accumulo idrico nelle aree rurali, il potenziamento la connettività tra corpi idrici e l’efficientamento delle infrastrutture idriche esistenti», ovvero interventi che «non servono soltanto a rispondere alle esigenze ambientali, ma – hanno detto Minutolo e Zara – anche a garantire sicurezza e stabilità ai settori produttivi, dall’agricoltura al turismo fino all’acquacoltura».
In attesa che il Pnacc si trasformi in azioni concrete, col 20esimo rapporto “Goletta dei Laghi” di Legambiente sono stati illustrati i risultati delle analisi microbiologiche condotte su otto punti tra lago Trasimeno e Piediluco (Terni), riscontrando «valori entro i limiti di legge in tutti i campioni prelevati». A questi esami per l’edizione 2025 sono state aggiunte «valutazioni chimico-fisiche su alcuni punti strategici, per comprendere meglio la salute complessiva degli ecosistemi lacustri e la loro risposta alle pressioni ambientali».
Al Trasimeno sono stati cinque i punti analizzati, «tutti entro i limiti: il torrente Anguillara (Castiglione del Lago), che da diversi anni non mostra criticità; la foce del torrente Paganico (Castiglione del Lago), che negli ultimi anni era risultata fuori dai limiti; la foce del fosso Macerone(Tuoro sul Trasimeno); il canale di scarico del depuratore di Le Pedate (Passignano sul Trasimeno), che dal 2023 risulta nei limiti, ma fino al 2022 risultava inquinato o fortemente inquinato; la foce di località Punta Navaccia (Tuoro sul Trasimeno), campionato per la prima volta nel 2023», è scritto nel rapporto di Legambiente.
Un’attenzione particolare, poi, è stata riservata al canale di scarico del depuratore di Tuoro sul Trasimeno, che è stato monitorato e quindi sottoposto a campionamenti e analisi per cinque mesi consecutivi, da marzo a luglio: «Se dal punto di vista microbiologico solo il campionamento di giugno è risultato fuori dai limiti (quindi classificato come “inquinato”), i dati chimico-fisici rivelano variazioni significative che testimoniano la vulnerabilità del sistema».
Sul fronte delle temperature dell’acqua del Trasimeno, invece, è emerso «un range da 13,9 gradi a 25 gradi, con corrispondenti oscillazioni dell’ossigeno disciolto da 4,78 mg/L a 7,93 mg/L: pur rimanendo nei parametri accettabili, queste variazioni evidenziano come il Trasimeno, essendo poco profondo e con limitati scambi di acqua e ossigeno, sia particolarmente sensibile ai cambiamenti climatici e alla pressione antropica».
Infine il lago di Piediluco che è stato esaminato da tre punti, tutti risultati nei limiti di legge: si tratta della «foce del rio Medio Nera che non ha mai mostrato criticità; il lago presso Armeno Armeni, anche qui senza criticità storiche; la foce del rio Fuscello, che era risultato inquinato nel 2022». Anche a Piediluco sono scattate analisi chimiche aggiuntive, precisamente «alla foce del rio Medio Nera è stata analizzata la presenza di composti azotati, con concentrazioni che risultano basse e comunque conformi, confermando una buona qualità anche dal punto di vista dei nutrienti».
