Nel riquadro Leandro Porcacchia

di Fra. Mar. e Iv. Por.

Il direttore di Confcommercio Terni Leandro Porcacchia è stato arrestato insieme a un collaboratore, Sergio Briganti, con l’accusa di estorsione. Avrebbero chiesto soldi per agevolare l’apertura di un locale.

Estorsione L’accusa è di quelle pesanti come macigni. Specialmente se si considera che ruolo ricopre chi è finito in manette. Siamo a Terni. E oggi pomeriggio la squadra mobile della questura, diretta da Tommaso Niglio, li ha arrestati proprio mentre stava avvenendo quello che secondo gli inquirenti altro non era che la consegna dei soldi chiesti al ristoratore. Sessanta mila euro in contanti e 40 mila euro di assegni postdatati.

Chiesti 100 mila euro Secondo la ricostruzione accusatoria infatti  i due avrebbero chiesto 100 mila euro ad un ristoratore che voleva trasferire la sua attività da una parte all’altra della città.  L’uomo, iscritto a Confcommercio, si sarebbe dunque rivolto all’associazione  per chiedere dei consigli. Secondo quanto riferito da fonti investigative, i due uomini avrebbero quindi indicato al ristoratore un locale in vendita in un centro commerciale posto nelle vicinanze di molti uffici pubblici, potenzialmente dunque un affare dal punto di vista della clientela. Sempre secondo quanto sostengono gli inquirenti, Briganti gli avrebbe poi detto che per avere quel locale doveva consegnare loro 100 mila euro. Per agevolare la pratica.

La contrattazione e la denuncia Alla richiesta sarebbero seguiti colloqui telefonici e incontri di persona per trattare la cosa. Inizialmente, sempre secondo quanto appreso dagli inquirenti, Porcacchia e Briganti avrebbero fatto credere al ristoratore che i soldi sarebbero finiti nelle mani del costruttore del locale. Tanto che il ristoratore avrebbe chiesto di trattare direttamente con lui.  Evenienza negata dai due esponenti di  Confcommercio. L’uomo allora avrebbe detto di non avere la disponibilità finanziaria per 100 mila euro. Cosa che sarebbe stata ben presto risolta con il compromesso di alcuni assegni postdatati da incassare entro il 2011 per una cifra totale di 40 mila euro, mentre i restanti 60 mila, come detto, in contanti. Ed è proprio questa la cifra che i poliziotti diretti da Tommaso Niglio hanno trovato nel pomeriggio di lunedì in una busta che il ristoratore ha consegnato a Porcacchia e Briganti direttamente all’interno della sede di Confcommercio. L’uomo infatti, non era stato con le mani in mano e aveva denunciato tutto alla polizia che ora ha mesi di intercettazioni telefoniche.

Arresto in ufficio e perquisizioni L’arresto è avvenuto nelle prime ore del pomeriggio, intorno alle 14, nella sede di Confcommercio di Terni. Le indagini della squadra mobile di Terni, coordinate dal sostituto procuratore Elisabetta Massini, vanno avanti da tre mesi e ora, dopo l’acquisizione del copioso materiale trovato negli uffici ternani e nelle abitazioni dei due arrestati, si estenderanno anche in altre direzione con il dichiarato intento di scoprire se esistono altre situazioni analoghe.

Arresto assurdo Il difensore di Porcacchia, l’avvocato Massimo Longarini, ha definito l’arresto «un provvedimento assurdo». «Il mio assistito – ha aggiunto – è estraneo a ogni addebito». Nessun commento invece  su quanto successo da parte dei vertici della Confcommercio di Terni.

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2 replies on “Mazzetta per aprire negozio a Terni, arrestati direttore Confcommercio e un collaboratore”