Foto di Lucas Pezeta da Pexels

Le stelle cadenti d’autunno tornano protagoniste nella notte tra il 21 e il 22 ottobre. Le Orionidi, lo sciame meteorico generato dai detriti della cometa di Halley, raggiungono il picco con una frequenza teorica di circa 20 meteore all’ora nelle condizioni ideali. Il chiarore della Luna, prossima al plenilunio del 26 ottobre, ridurrà però il numero di scie visibili.

Il momento più favorevole sarà nella seconda parte della notte, dopo il tramonto della Luna e prima dell’alba. Le meteore entrano nell’atmosfera a circa 66 chilometri al secondo. Per osservarle non serve puntare lo sguardo direttamente verso Orione: è preferibile abbracciare un’ampia porzione di cielo, lontano dalle luci artificiali.

In Umbria un’area da privilegiare è quella dei monti Sibillini, in particolare l’altopiano di Castelluccio di Norcia. L’altitudine, gli spazi aperti e la distanza dai centri abitati offrono condizioni favorevoli per l’osservazione astronomica. Anche le zone montane e collinari lontane dall’illuminazione dei centri maggiori possono consentire una visione migliore rispetto alle aree urbane. In generale le aree che guardano verso l’Appennino e distanti da grandi centri, come ad esempio la zona di confine tra Umbria e Marche, dovrebbe consentire osservazioni migliori. La riuscita tuttavia dipenderà comunque dalla copertura nuvolosa locale.

Giornalista dal duemila, ha lavorato per il Messaggero e Reuters. Ha fondato e diretto la rivista Artico, i quotidiani Giornale del Cilento e Umbria24. Ha svolto a lungo attività di freelance anche come videoreporter. Impegnato nel campo della formazione al giornalismo digitale e multimediale.