di F.M.
Si è buttato dalla finestra del suo attico Gino Mariotti, amministratore della Appalti Lazio, finito nel processo conosciuto come Appaltopoli, con l’accusa di associazione a delinquere. Secondo le carte dell’accusa faceva parte di quella cupola che gestiva gli appalti della Provincia di Perugia in cambio di mazzette e utilità.
L’uomo, neanche 60 anni, era da tempo gravemente malato, e , proprio per la malattia che lo aveva colpito, e la conseguente impossibilità di presenziare alle udienze, in tribunale stavano vagliando di stralciare la sua posizione dal procedimento principale. Gino Mariotti è stato trasportato d’urgenza in ospedale, ed è stato sottoposto ad un intervento chirurgico, ma i medici non sono riusciti a salvarlo.
Mariotti era finito in manette quando l’affaire Appaltopoli era esploso, poi era stato alcuni mesi agli arresti domiciliari. Inizialmente era difeso dagli avvocati Marco Brusco e Luca Maori. Ora la difesa era affidata solo a Maori che si stava battendo per dimostrare l’impossibilità del suo assistito di presenziare al processo.

