di Francesca Marruco

«Ti amo tanto, sei il mio topolino, sono molto gelosa di te e degli altri ragazzini a scuola non mi interessa niente». Sarebbe questo il testo di uno dei 355 messaggi che una professoressa quarantenne avrebbe inviato ad un suo alunno tredicenne, con cui, secondo le carte di un’indagine che la vogliono processata per violenza sessuale, avrebbe avuto una relazione. Il fatto è riportato dai quotidiani odierni.

Messaggi hot Il tutto si sarebbe verificato in una scuola media della Media Valle del Tevere. « Ciao sono la professoressa, se ti va un giorno ci incontriamo». Queste le parole contenute nel primo sms che la donna quarantenne avrebbe inviato all’alunno. Poi un paio di mesi di telefonate, 244 fatte dalla donna al cellulare del ragazzino, anche di notte, messaggi anche più hot,«andiamo a letto ti faccio impazzire» incontri furtivi nel parcheggio della scuola di pomeriggio, baci, carezze proibite, e il ragazzo che rincasava con un’inconfondibile profumo da donna.

La scia di profumo E forse il campanello d’allarme nella testa della madre del ragazzo, che per stare con la professoressa quarantenne avrebbe anche smesso di andare a giocare a calcio, è suonato anche per tutto quel profumo, che il figlio si portava addosso quando rientrava a casa. Ed è stata proprio la donna a sporgere denuncia dai carabinieri. Una denuncia finita in un fascicolo della procura di Perugia che chiede di processare la professoressa per violenza sessuale.

Era lui che mi dava il tormento Lei, in un interrogatorio spontaneo, si era difesa dicendo che era lui che «le dava il tormento». La donna aveva sostenuto di essere cosciente che il ragazzo provava per lei una «sorta di ammirazione», e che per incoraggiarlo, essendo lui ripetente, « gli dava qualche pacca sulla spalla» e qualche «carezza sulla testa». Ma niente più. In una occasione, sempre secondo la sua versione gli avrebbe anche detto che lei gli voleva bene, ma come una madre.

L’accusa Le carte dell’accusa però, in cui sono contenute anche le copie delle pagine di diario del ragazzo in cui la professoressa scriveva dei messaggi, chiamando l’alunno «topino», parlano d’altro. Di una specie di relazione segreta. Proibita. Tra una donna quarantenne, e un ragazzo di tredicenne che rispettivamente sono l’insegnante e l’alunno. I compagni di classe del ragazzino si sarebbero resi conto di quanto stava accadendo, gli avrebbero anche fatto notare, che la prof era troppo grande per lui.  In particolar modo ad una cena di classe prima di natale 2009, in cui si sarebbero tenuti per mano davanti a tutti. Anche i genitori si erano lamentati dell’abbigliamento troppo provocante della donna e dei suoi modi, troppo affettuosi verso gli alunni maschi.

L’epilogo Ma lui, appena tredicenne, forse della prof si era innamorato davvero. « Il rapporto è durato due mesi e mi ero innamorato della prof, poi sono rimasto molto deluso di come è finita la nostra storia e oggi, qualche volta ci ripenso» aveva detto ai carabinieri. Ora la prof, dopo due procedimenti disciplinari e un periodo di allontanamento dall’insegnamento, è tornata a sedere dietro la cattedra di un altro istituto.

L’epilogo giudiziario Ma rischia di dover affrontare un processo con l’accusa di violenza sessuale. Il gip Luca Semeraro deciderà il 16 giugno prossimo. La donna è difesa dagli avvocati Luca Patalini e Diana Iraci. Mentre la famiglia del ragazzo si è costituita parte civile con gli avvocati Carlo Bizzarri e Gabriele Binaglia e chiede 80mila euro di risarcimento.

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