di Fra. Mar.

Rubava la morfina dal reparto in cui lavorava. Lo ha fatto per un paio di mesi nell’estate del 2008, poi i suoi colleghi hanno iniziato ad accorgersi che qualcosa non andava. Che quelle fialette di morfina svuotate e accuratamente richiuse nascondevano qualcosa. Così come quelle riempite con un diuretico che aveva lo stesso colore della morfina. L’infermiere, difeso dall’avvocato Daniela Paccoi, è stato condannato martedì mattina a due anni e due mesi di reclusione.

L’uomo, che prima di arrivare a Perugia nel reparto di chirurgia toracica del professor Daddi era già stato arrestato a Milano e cacciato dall’ospedale in cui lavorava, era accusato di peculato. I fatti per cui poi è stato processato e condannato come chiesto dal pm Manuela Comodi, erano circoscritti a quei due mesi estivi del 2008. Ma non erano pochi episodi. Oltre alle sostituzioni del medicinale, l’infermiere lo sottraeva anche scaricandolo per pazienti che non ne facevano più uso. E il caposala, controllando il registro si era accorto più volte di alcune incongruenze.

Anche i colleghi se ne erano accorti. Un’infermiera nella scorsa udienza aveva testimoniato di essersi resa conto di una volta in cui ad un paziente erano stati segnati 40 mg di morfina, invece risultava averne presi 80. La cosa era andata avanti  fino a quando i colleghi e il caposala, ormai certi che qualcuno rubava morfina,  non avevano fatto due più due denunciandolo. Al termine dell’inchiesta l’uomo aveva confessato di aver sottratto 80 mg di morfina, e si era sottoposto ad una cura disintossicante.

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.