di Francesca Marruco

Un viaggio all’inferno. E’ questo che i giudici di primo grado del tribunale di Perugia,  che hanno assolto i cinque uomini accusati di aver praticato messe nere e riti satanici, ripercorrono nelle motivazioni della loro decisione. A portarli nell’inferno di bambini violentati e uccisi in nome di Satana, di animali squartati per raccoglierne il sangue, era stata una ragazza di Sant’Eraclio di Foligno, le cui parole, alla fine del dibattimento, sono state ritenute inattendibili. Per questo per i cinque imputati, tra cui il padre della ragazza, come per altri tre, giudicati precedentemente con rito abbreviato, a gennaio scorso era scattata l’assoluzione per insufficienza di prove laddove il reato non era caduto in prescrizione. Le parole di Irene nel processo che l’ha vista parte civile, sono rimaste le uniche prove. «Insufficienti» per i giudici che pur tuttavia, per quanto riguarda i singoli episodi di abusi sessuali che la giovane disse di aver subito scrivono: «il giudizio di attendibilità della teste non conduce a ritenere accertata con evidenza l’insussistenza dei fatti denunciati». Del resto, l’assoluzione per insufficienza di prove qualche dubbio lo insinua e qualche interrogativo lo lascia.

Il padre condannato per atti di libido La storia di Irene ha pochi punti fermi e molto dolore comunque la si voglia leggere. Il padre, assolto insieme ad altre sette persone, era già stato condannato per atti di libidine nei confronti della figlia, solo bambina all’epoca dei fatti. A testimoniare in quel procedimento furono la madre e il fratello. I genitori si separano. Lei non vede né sente il padre per nove anni. Poi, secondo quanto ha riferito, lo sente al telefono e in sottofondo il pianto della sorellastra neonata le fa tornare in mente quanto subito da bambina.

La denuncia e i racconti di Irene Nel 2002 sporge denuncia contro il padre e contro altre persone. Secondo Irene fanno tutti parte di una setta satanica dedita ad atti sessuali a sfondo satanista. Irene, nella denuncia, in incidente probatorio e in aula durante il dibattimento, racconta di bambini violentati, uccisi e sepolti nelle campagne del folignate. Racconta di lepri squartate per raccoglierne il sangue. Di un feto strappato alla madre su un altare sacrificale. Dell’omicidio di entrambi. Di pugnali usati su bambine innocenti. Di rapporti omosessuali tra adulti a cui era costretta ad assistere o a partecipare. Di rapporti orali che le praticavano e le facevano praticare al padre e agli altri uomini. Di un pugnale che le mettono in mano per far incidere il corpo esanime di una bambina. Irene racconta che una volta il padre stava quasi per sacrificarla. Spiega anche che a lei non toccavano rapporti sessuali completi perché doveva rimanere vergine proprio perché era stata scelta per essere sacrificata. Secondo i suoi racconti i fatti sarebbero avvenuti nei primi anni ’90. Ma lei avrebbe rimosso il trauma per molti anni.

Mancano i riscontri Come scrivono i giudici lei riconosce il luogo del sacrificio del feto, il luogo del primo rituale a cui partecipò, descrive dettagliatamente gli interni della casa di uno degli imputati, i carabinieri appurano che in quegli anni vennero trovate tracce di riti satanici in quei luoghi, ma nulla di più. Nessuna denuncia di scomparsa è riconducibile a quei bambini che lei dice di aver visto morire. Nessun resto isolato nei posti in cui dice che sarebbero stati uccisi e sepolti. La bambina figlia di un imputato che lei indicava come partecipe di qualche rito satanico la smentisce in udienza. «In definitiva –scrivono i giudici – è emerso che ogni strada percorsa per rapportare il contenuto della complessa denuncia della […] ai luoghi ed alle situazioni che la ragazza ha rievocato sconta la difficoltà insuperabile di un lasso di tempo troppo lungo».

Prove insufficienti La ragazza che secondo una condanna definitiva è stata vittima del padre, avrebbe sovrapposto ad esperienze reali alcune di fantasia. Non volutamente. Scrivono i giudici. Ma per un disturbo dovuto proprio ai traumi infantili. Ad un certo punto arriva anche a dire che Simone Allegretti era stato ucciso in uno di questi riti dall’omicida Luigi Chiatti. Il racconto di Irene, unica fonte su cui si è basato il procedimento, «presenta dei momenti di scollatura, ed in alcuni passaggi è smentita dalle prove delle difese e dalle parole degli imputati». Per questo i giudici in definitiva concludono che «la prova fornita in giudizio è del tutto insufficiente».

Le difese Gli imputati si sono sempre detti tutti innocenti. A difenderli c’erano gli avvocati Guido Bacino, Cristina Zinci, Carlo Micheli, Biante Secondari, Ferocino Salvatore e Donatella Castellani. Gli imputati e le loro famiglie hanno dato vita ad un’associazione a tutela degli accusati ingiustamente, chiamato «gGli amanti della verità e della dignità umana». Il comitato ha intenzione di dar battaglia e perseguire se fosse necessario anche vie legali perché sostengono che nonostante l’assoluzione è rimasta un’ombra nelle loro vite ormai segnate da questa vicenda. A sostenere il gruppo anche un’assistente sociale che ha seguito Irene da bambina. Secondo la donna il padre non sarebbe neanche colpevole degli atti di libido. Intanto, dopo il deposito delle motivazioni è possibile che il caso torni alla ribalta delle cronache come già accaduto con i servizi de Le Iene.

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3 replies on “Riti satanici, abusi sessuali e sacrifici a Foligno <br/ > I motivi delle assoluzioni. Ma i dubbi restano”

  1. Anche nella regione marche fanno riti simili, ci sono state delle denuncee articoli sui giornali, nella regione marche sono scomparsi molti minori, nel maceratese fanno messe nere facendo orge in luoghi pubblici e nessuno prende provvedimenti, nel 2005 ci fu il caso di san severino m. Che fungeva da base logistica per le pratiche tribali dagli anni 90 si aprirono delle indagini ma non pubblicarono mai le conclusioni di quelle indagini. Scannavano polli e simili quindi carne bianca quindi pedofilia. Chiamavano le tre esse di successo soldi sesso quindi dovrebbero essere il branco delle persone che fanno truffe nel maceratese soprattutto nell’alto maceratese.
    Sono per la chiusura nei manicomi di questa gentaglia criminale.

  2. prevenzione,scuole di preparazione per proteggersi da questi eventi affinche’ non vi siano lavaggi del cervello che condizionino la gente debole a lasciarsi coinvolgere.insegnamento di cio’ gia’ nelle scuole,fin da piccoli,’ ,controlli delle forze dell’ordine( che hanno salde radci e moralita’,incorruttibili )continui,giornalieri senza sosta in ogni regione italiana e quindi nel mondo,preparazione e azione.esperienza nel bloccare eventi di questo tipo,e non solo,sul nascere,con foto,video registrazioni,talpe anonime all’interno di ogni forma di setta,gente preparata,motivata,impavida,pronta ad agire a nome della giustizia e della verita’.organizzazioni specializzate,sopratutto di notte,nel battere a tappeto bosco per bosco,casale per casale sospetti,e non solo,con determinazione,fermezza,senza tregua,fino ad estirpare ogni forma di anomalia ,riti,messe, congregazioni occulte e di ogni genere e che siano anomale e che conducano al sacrificio di creature innocenti come bambini,animali,donne,gruppi di gente che agisce in privato,indipendente dai soliti sistemi.

  3. Cio’ che resta di morale,di integro sia nella Giustizia che nella Chiesa dovrebbe unirsi,aggregarsi insieme per combattere ogni forma di male contro il dio delle tenebre,punendo i loro stessi simili quando e’ necessario in modo severo affinche’ non ci riprovino mai piu’,necessaria presenza di padri esorcisti.preparazione di sempre piu’ ministri della Chiesa alla scuola di esorcismo,gente preparata e pronta , capace di agire tempestivamente come in un pronto soccorso. presenza di scuole di autodisciplina finalizzate a migliorare se stessi,quindi il gruppo,quindi la societa’in breve educare i bambini,gli adulti di domani,ad agire come dei “monaci guerrieri”ma se il male e i suoi seguaci hanno assunto forme devastanti,tutto questo restera’ una bellissima utopia e non ci resta che pregare.

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