di Fra. Mar.

La rumena arrestata a Capodanno a Bucarest per sfruttamento, favoreggiamento della prostituzione, estorsione e sequestro di persona, ricercata a livello internazionale per essere sfuggita ad un blitz dei carabinieri di Assisi nell’ambito dell’operazione Christmas nel febbraio 2010 sta collaborando con gli inquirenti.

Chiesto incidente probatorio Per questo il sostituto procuratore Alessia Tavarnesi ha chiesto che la donna, D.C. di 33 anni, venga ascoltata con la formula dell’incidente probatorio. Per cristallizzare le sue dichiarazione e usarle come prove in dibattimento anche contro gli altri componenti della banda, accusati insieme a lei, a vario titolo, di aver segregato e costretto alla prostituzione una giovane rumena arrivata ad Assisi con la speranza e la promessa di un lavoro.

Violentata e picchiata Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Alessia Tavarnesi, hanno acclarato che dopo alcuni giorni dall’arrivo in Italia della giovane, gli aguzzini le avevano detto che al posto dell’impiego promesso avrebbe dovuto lavorare in un night club di Perugia e prostituirsi. La giovane venne poi violentata e fu costretta contro la sua volontà ad avere rapporti sessuali con i componenti della banda, che pretendevano la consegna dei soldi guadagnati, picchiandola con violenza. All’inizio del mese di dicembre 2009 poi la donna era stata costretta a prostituirsi anche per strada a Perugia per incrementare i guadagni, con minacce di morte per lei e per i suoi familiari se solo avesse pensato alla fuga.

Protezione dal resto della banda La 33enne “pentita”, oggi detenuta nel carcere di Rebibbia, è difesa dall’avvocato Delfo Berretti. Una volta ascoltata in incidente probatorio, potrebbe aprirsi per lei la strada di una nuova vita sotto protezione. Sicuramente lontana dagli altri cinque membri della banda che ha violentato, minacciato, e picchiato più volte la giovane rumena segregata e fatta prostituire a Perugia fino al provvidenziale ‘intervento dei carabinieri di Assisi.

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