«Chiediamo al Comune di Perugia l’istituzione di un tavolo di coordinamento dedicato al divertimento». Arriva dal Comitato locali di intrattenimento umbro (Cliu) l’istanza con cui si sollecita palazzo dei Priori a concertare le strategie per «per trovare il giusto compromesso tra il diritto al riposo dei residenti con quello allo svago e alla libertà di iniziativa economica degli esercenti e per co-progettare, nel pieno rispetto della normativa vigente, le regole degli spazi pubblici».

A dieci giorni dalla delibera di giunta con cui si tenta di archiviare le zona grigie e le incertezze, i gestori dei locali fanno il punto sulle attività avviate da chi dietro i banconi ci lavora e di movida vive nonostante la stretta a colpi di chiusure scattata a Perugia, in Umbria e in tutta Italia a seguito della strage di Capodanno di Crans-Montana. In questo quadro si inserisce «un’iniziativa pubblica di approfondimento aperta a tutti per elaborare proposte di azioni concrete». L’appuntamento, che è «in preparazione per il mese di giugno», sarà l’occasione per «accogliere idee e suggerimenti sulla movida».

L’obiettivo dei gestori dei locali è «presentare, iniziando da Perugia, le linee di un piano per un nuovo modo di affrontare le problematiche della movida e dei locali di divertimento, superando un approccio puramente repressivo e caratterizzato da divieti tanto generalizzati quanto indifferenziati, per adottare una strategia di governance partecipata e di mediazione sociale, in collaborazione con tutte le componenti della città: gestori, musicisti, residenti, amministrazione comunale e forze dell’ordine».

Quindi la recente delibera di giunta e soprattutto l’annuncio di «un Piano per la notte» che viene «giudicato positivamente» dal Cliu «purché – dicono – si persegua il coinvolgimento attivo di tutte le varie componenti cittadine e delle loro rappresentanze». Sulle regole, comunqune, per i gestori continuano a ritenere che «ad oggi ci siano alcuni aspetti da chiarire e migliorare sia nella regolamentazione comunale che nella interpretazione della normativa di settore».

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