di Fra. Mar.
«Basta con la frenesia Amanda». A dirlo e scriverlo nero su bianco su un articolo uscito domenica sul britannico Times, è il padre di Meredith Kercher, il giornalista freelance John Kercher. Vuole «salvare la figlia dalla mania Foxy Knoxy» John Kercher che nel suo articolo stigmatizza i media per aver «trasformato un omicidio in entertainment».
Odissea dai costi esorbitanti Nel parlare di quando sua figlia era ancora viva, il padre di Mez, rievoca l’odissea giudiziaria che ai Kercher è costata già 40 mila sterline perché “Foreign Office” e il governo italiano non hanno contribuito alle spese della famiglia per assistere ai processi. Forse è per questo che i Kercher compaiono sempre meno nelle aule in cui si celebrano i processo ai presunti assassini della loro Meredith. I Kercher che hanno tenuto il dolore nascosto dietro una salda dignità, senza mai darsi in pasto ai media.
Ossessione Foxy Knoxy «I media sembrano ipnotizzati – scrive John Kercher nel suo articolo – I fan della Knox mettono in piazza le loro opinioni online e domenica prossima a Seattle ci sarà un ‘bowling’ per raccogliere fondi» che aggiunge «qualcosa manca da questa ossessione con ‘Foxy Knoxy’, ed è il fatto che Meredith Kercher, mia figlia, è stata uccisa quella notte di 3 anni e mezzo fa a Perugia. È ora di raccontare la sua storia e la storia della sua famiglia, per la quale non ci sono più appelli possibili contro la morte di Meredith, solo un lungo, doloroso ed estremamente costoso limbo emotivo mentre la saga della Knox si fa strada nei tribunali italiani».
Ricordare Mez non come vittima di un omicidio La famiglia Kercher vorrebbero ricordare Meredith «per la ragazza affettuosa, piena di senso dell’umorismo che era e non come la vittima di un omicidio», scrive ancora il padre. Parla anche del processo ad Amanda Knox e Raffaele Sollecito, il padre di Meredith, e dice che «Se dovessero perdere,( il processo d’appello ndr) potrebbero passare anni prima che si arrivi al secondo ricorso. Questo è materia di incubo per noi, unito al fatto che Amanda è stata trasformata in celebrità e il delitto in entertainment». Facendo riferimento al recente teledramma per la tv americana da cui è stata censurata la scena dell’assassinio, papà Kercher scrive che ‘Mez’, dovrebbe essere ricordata «non per il modo con cui è morta ma per i 21 anni della sua breve vita».
Amanda e Mez su Google Se si digita Amanda Knox sul motore di ricerca Google, compaiono circa 8.710.000 risultati in 0,19 secondi, per contro, digitando Meredith Kercher, le voci sono circa 358.000. La differenza è abnorme. Innegabile. Innegabile anche il fatto che, al di là della dovuta cronaca di tutte le fasi che hanno contraddistinto la storia scaturita dall’omicidio di Meredith Kercher, più di un media, su tutta questa storia abbia cercato di guadagnare audience, o lettori. Ora poi ci si mette anche la televisione con i telefilm e a papà Kercher cadono le braccia e monta la rabbia. Tanto da arrivare a mettere tutto nero su bianco sul Times.
I media e la figura di Meredith Perché della sua Meredith, realmente cosa si sa? Non molto rispetto ai tantissimi dettagli che ormai il mondo intero se solo volesse potrebbe sapere su Amanda Knox. E’ anche vero che, un po’ per rispetto verso una giovane morta in quelle circostanze, un po’ per rispetto verso la famiglia, nessuno aveva scavato più di tanto nel passato di Meredith, di cui è rimasta un’idea un po’ sfuggente. Ma è anche comprensibile che ad un genitore la cui figlia è stata uccisa in quel modo brutale, non vada giù che la possibile assassina vanti una popolarità tanto elevata. A chi non ne darebbe del resto?

